Pergine. E’ sempre strage di ungulati, ma non solo, sulle strade anche del Perginese. Incidenti, investimenti ma anche animali feriti in qualche modo che non riescono a sopravvivere. Nel corso dell’anno sono stati ben 54 i capi trovati morti: 31 caprioli in stato di decomposizione, 3 cervi, 19 caprioli (per incidenti), ma anche un cinghiale. I capi sono stati ritrovati dagli stessi cacciatori o dal personale di custodia. Il preoccupante dato emerge dalla relazione di Giuliano Andreatta, rettore della riserva di caccia di Pergine (con 60 licenze alle spalle) che a fine mese ha convocato l’assemblea dei soci (sono 116). Si tratta di un appuntamento importante in quanto, gli iscritti sono chiamati a eleggere il nuovo direttivo insieme al rettore.

«La nostra attività, ci ha detto ieri Giuliano Andreatta, si può svolgere regolarmente grazie anche al personale e a una serie di collaboratori. Sono i guardacaccia (due), i guardaforestali (4). Ma anche quanti sono presenti per espletare il settore burocratico, come il segretario Gerardo Lazzeri, il supporto di Andrea Fontanari e e del vicepresidente dell’Associazione cacciatori trentini, Matteo Rensi».

Particolare attenzione agli abbattimenti: per i camosci, due i capi (uno Jarling e uno di prima classe); caprioli: quest’anno i trofei sono di buona qualità: in totale 33 capi maschi abbattuti. In particolare, dopo la prima settimana, 15 capi di prima e 11 di seconda (uno era di tre corna); poi altri 28 tra femmine e piccoli. Cervi: quest’anno, in penalità non è stato assegnato il maschio e sono stati abbattuti tre “calvi” (piccoli) in 9 giorni (Panarotta, Canzane e Valar). Il cervo palcuto è stato abbattuto (sulla Celva) il giorno dopo l’inizio della caccia (aveva 6 punto). Quest’anno, i cacciatori avevano a disposizione anche un gallo forcello.

Andreatta ha ancora una volta sottolineato l’importanza di avere a disposizione la cella frigo, due congelatori ed altra attrezzatura (nei locali alla ex filanda) specie per i cinghiali, i cui abbattimenti stanno aumentando. Gli abbattimenti di “predatori”: «Sono una risorsa inaspettata», dice Andreatta. In totale sono stati 71 (30 in estate e 41 in autunno. Tra di essi anche qualche femmina. Per verificare la consistenza della popolazione, si calcola anche il peso: 5 tra gli 81 e gli 86 kg; 20 tra i 51 e gli 80 kg, 24 tra i 31 e i 50 kg, e 22 tra i 3 e i 30 kg. Anche per le specie contingentate sono stati portati alcuni dati (relativi al 2018): 54 beccacce, 54 cesene, 58 ghiandaie, 2240 merli, 1438 tordi bottaccio e 293 tordi sassello.

Affrontato anche il discorso relativo al lupo che a quanto pare sta provocando qualche danno alla popolazione dei selvatici (nelle riserve vicine): allontana infatti i mufloni ma anche cinghiali e caprioli.

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