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Riva. «Ieri mattina è arrivato l’esito del tampone a cui mi sono sottoposto venerdì, ed è risultato negativo». A dichiararlo, don Dario Silvello, decano di Riva del Garda, da qualche giorno in quarantena volontaria nella canonica rivana dopo che don Mattia Vanzo è risultato positivo al Coronavirus. «Sto bene, non ho mai avuto alcun sintomo, ma avendo vissuto a stretto contatto con don Mattia è giusto che anch’io rimanga in quarantena – dichiara don Dario – ora attendo fiducioso il secondo tampone. Anche don Mattia, dopo un paio di giorni di difficoltà, sta meglio. Sono cose che possono accadere, l’importante è uscirne nel migliore dei modi, e tutelare al meglio la comunità».
La scorsa settimana don Mattia aveva iniziato ad accusare i primi sintomi e la presenza della febbre, per cui si è reso necessario sottoporsi al tampone, che ha evidenziato la positività. Tutte le messe domenicali, infatti, sono state celebrate da sacerdoti esterni, così come le Prime Comunioni, e alcuni appuntamenti sono stati rinviati a data da destinarsi. Tra questi, una serata di presentazione dello stato attuale degli aiuti assicurati alla comunità rivana dalla Caritas. «Nonostante qualche difficoltà organizzativa dovuta all’isolamento forzato, riusciamo comunque ad assicurare le celebrazioni ai fedeli – ha aggiunto don Dario – grazie al prezioso supporto dei Padri Verbiti di Varone e dei padri Dehoniani, che si sono messi a disposizione per la nostra comunità. Fino a sabato siamo coperti, poi vedremo come procedere».
I Padri Verbiti di Varone, in particolare, sono di riferimento ai fedeli per le messe feriali delle 8.30 nelle Parrocchie di San Giuseppe e Santa Maria Assunta, mentre i Dehoniani per le celebrazioni delle 18, nelle Parrocchie di Santa Maria Assunta e Santi Pietro e Paolo.
C’è ancora attesa per la decisione in merito alle celebrazioni nei cimiteri nei giorni dei Santi e dei Morti. «Con ogni probabilità giovedì avremo indicazioni più precise – ha aggiunto il decano rivano – attendiamo la comunicazione ufficiale del Comune, a cui abbiamo chiesto omogeneità con tutte le altre Parrocchie dell’Alto Garda, per evitare fraintendimenti o confusione da parte dei fedeli. Confidiamo di rendere note tutte le disposizioni non appena disponibili».
La scorsa settimana don Mattia aveva iniziato ad accusare i primi sintomi e la presenza della febbre, per cui si è reso necessario sottoporsi al tampone, che ha evidenziato la positività. Tutte le messe domenicali, infatti, sono state celebrate da sacerdoti esterni, così come le Prime Comunioni, e alcuni appuntamenti sono stati rinviati a data da destinarsi. Tra questi, una serata di presentazione dello stato attuale degli aiuti assicurati alla comunità rivana dalla Caritas. «Nonostante qualche difficoltà organizzativa dovuta all’isolamento forzato, riusciamo comunque ad assicurare le celebrazioni ai fedeli – ha aggiunto don Dario – grazie al prezioso supporto dei Padri Verbiti di Varone e dei padri Dehoniani, che si sono messi a disposizione per la nostra comunità. Fino a sabato siamo coperti, poi vedremo come procedere».
I Padri Verbiti di Varone, in particolare, sono di riferimento ai fedeli per le messe feriali delle 8.30 nelle Parrocchie di San Giuseppe e Santa Maria Assunta, mentre i Dehoniani per le celebrazioni delle 18, nelle Parrocchie di Santa Maria Assunta e Santi Pietro e Paolo.
C’è ancora attesa per la decisione in merito alle celebrazioni nei cimiteri nei giorni dei Santi e dei Morti. «Con ogni probabilità giovedì avremo indicazioni più precise – ha aggiunto il decano rivano – attendiamo la comunicazione ufficiale del Comune, a cui abbiamo chiesto omogeneità con tutte le altre Parrocchie dell’Alto Garda, per evitare fraintendimenti o confusione da parte dei fedeli. Confidiamo di rendere note tutte le disposizioni non appena disponibili».
