Riva. Domani, a Riva, avrebbe dovuto svolgersi il mercato periodico non alimentare - la fiera, ndr - ma con ordinanza contingente ed urgente, la sindaca Cristian Santi, ha ordinato la sospensione, per il servizio non alimentare, a partire dal 4 dicembre e fino alla revoca dell’ordinanza stessa. L’ordinanza - inviata a tutti gli enti, istituti ed organizzazioni interessati - riguarda “Misure urgenti per fronteggiare l’emergenza epidemiologica da Covid-19. Sospensione mercato periodico di servizio non alimentare a decorrere dal 4 dicembre 2020. Altre misure di contenimento per evitare assembramenti”. Salate le sanzioni ai contravventori in quanto, nel caso di violazione dell’ordinanza: “troveranno applicazione le sanzioni previste dagli articoli del decreto legge. che prevedono una sanzione amministrativa pecuniaria da 400 a 1.000 euro nonché, per le attività, la sanzione accessoria della chiusura della stessa fino a 30 giorni”.

In seguito all’ordinanza, Fabrizio Pavan responsabile Anva, Associazione nazionale venditori ambulanti di Confesercenti del Trentino, venerdì ha inviato una lettera alla sindaca Santi e per conoscenza all’assessore provinciale Roberto Failoni. «Anva Confesercenti del Trentino, in riferimenti alla vostra ordinanza del 3 dicembre, ne chiede la revoca - scrive Pavan -. Concordo sul fatto che l’emergenza sanitaria non sia né passata né tantomeno da sottovalutare, che quanto visto e richiamato nella vostra ordinanza risulti chiaro come monito che non si debba abbassare la guardia, riteniamo che il Dpcm del 4 dicembre riguardo alle zone gialle non decreti la chiusura del commercio al dettaglio e quindi di quello su area pubblica. Le ordinanze della Provincia di novembre hanno cessato la loro efficacia alla mezzanotte del 3 dicembre. Preso atto che l’attuale evoluzione della situazione epidemiologica vi consente di adottare provvedimenti più restrittivi, siamo altresì convinti che le caratteristiche di essere all’aria aperta per come stabilito dai protocolli vi sia l’obbligo della mascherina e delle distanze di sicurezza, che non vi siano neppure le occasioni di togliere la mascherina, visto che al mercato non alimentare non si bene né si mangia. Va inoltre considerato che in questo particolare periodo, l’affluenza ai mercati ha subìto una flessione di presenza pari a tutti i settori sia del pubblico sia del privato. La scelta del comune di Riva del Garda da zona rossa, rappresenta un accanimento nei confronti del mercato di servizio delle aziende che lo compongono e della clientela locale che lo frequenta. Oggi più di ieri, il servizio mercato dà la possibilità ai cittadini di Riva del Garda di trovare prodotti sotto casa, evitando spostamenti inutili».

A lato della richiesta, Pavan informa che «in Trentino ci sono circa 518 imprese che operano su area pubblica, alle quali vanno collegate almeno altrettante famiglie, in circa 88 mercati settimanali, con 1.800 posteggi utilizzati; 18 mercati quindicinali, con 743 posteggi; 10 mercati mensili con 457 posteggi ed 87 tra fiere e mercati saltuari con 9.216 posteggi utilizzati. Numeri importanti che solo per il mese di novembre, rispetto a quello dell’anno scorso, segnano un calo degli incassi che si aggira su una media attorno al 60%». C.L.