Alto garda. L’emergenza legata alla diffusione del Covid-19 è diventata sempre più sociale, e ha colpito duramente soprattutto chi viveva già situazioni di difficoltà o di fragilità, creando però anche nuove povertà. Nel pieno rispetto delle disposizioni ministeriali, le Caritas diocesane non hanno mai cessato di garantire i propri servizi, anzi, li hanno rimodulati alla situazione contingente, moltiplicando i propri sforzi. Interventi che coinvolgono moltissimi volontari anche nell’Alto Garda, a sostegno di persone e famiglie che si trovano in situazioni di particolare difficoltà.

La situazione ad Arco

«Ad oggi le famiglie che fanno riferimento alla Caritas di Arco per motivazioni diverse sono un centinaio – dichiara Romano Turrini, coordinatore della Caritas locale – esigenze alimentari, ma anche legate ad alcune scadenze imminenti». Dall’inizio dell’emergenza sanitaria la distribuzione di viveri ha interessato circa sessanta famiglie, a cui sono stati assicurati prodotti a lunga conservazione donati dal Banco Alimentare e raccolti nei supermercati, principalmente nei punti vendita di Coop Alto Garda e Ledro. A luglio e agosto le borse di viveri sono state sostituite con buoni spesa da 25 euro (il valore equivale circa a quello delle borse), distribuiti alle famiglie bisognose unitamente a una fornitura di prodotti per l’igiene personale e la pulizia della casa, raccolti al Tigotà.

Pagamento bollette

«L’impegno più sostanzioso che stiamo mettendo in campo, però, in questo momento è quello legato al pagamento delle bollette – aggiunge Romani Turrini - dall’inizio della pandemia ad oggi abbiamo pagato bollette e affitti per circa 46mila euro. L’aspetto che più ci preoccupa sono gli affitti delle case private, che sono tutti di una certa consistenza: ci sono famiglie con debiti di 2-3 mila euro di affitti arretrati, oltre a quelle che, dopo diverse ricerche, sono riuscite a trovare appartamento ma si trovano a dover versare almeno un paio di mensilità come caparra. Speriamo – aggiunge – di trovare supporto nel bando “Bonus affitto” emesso dalla Comunità Alto Garda e Ledro, che sta lavorando su questo tema. Tengo a precisare che i pagamenti sono tutti mediati dai servizi sociali, ma disposti nell’immediato quando ci vengono richiesti». Malgrado le spese, il conto della Caritas riesce ancora ad essere in attivo. «Ciò grazie alla disponibilità di privati e enti, che stanno effettuando donazioni anche di una certa consistenza – puntualizza - ce la facciamo e non abbiamo paura. In questo periodo abbiamo registrato una piccola nota positiva: qualcuno ha ripreso con qualche part-time o attività nell’ambito dell’Intervento 19, segnale che nel mondo del lavoro qualcosa si sta muovendo».

La situazione a Riva

Un dato rilevato anche a Riva del Garda, dove la Caritas ad oggi sta sostenendo circa 150 famiglie. «I primi mesi della pandemia sono stati davvero intensi – dichiara don Mattia, vicario parrocchiale di Riva del Garda - nel mese di giugno abbiamo registrato un calo delle richieste, segnale di una piccola ripresa».

Dai primi giorni di aprile i volontari della Caritas rivana sono intervenuti su 254 famiglie. «Attualmente con i pacchi viveri seguiamo circa 150 famiglie, quindi un centinaio in meno rispetto all’inizio dell’emergenza sanitaria, e ogni famiglia può ricevere uno o due pacchi al mese – racconta – si tratta di nuclei molto variegati: dall’anziano che era già seguito prima dell’emergenza, che ha una pensione molto bassa e non riesce da solo ad arrivare a fine mese, ai giovani soli, che si sono trovati a non poter iniziare la stagione». Poi, ovviamente, ci sono le famiglie, tra queste molte numerose, composte da sei a otto persone, anche con bambini molto piccoli. «L’intervento importante è quello dedicato ai pagamenti delle utenze, luce e gas, che oggi registrano ritardi e solleciti – aggiunge – interveniamo anche su qualche affitto, ma con gradualità».

Volontari preparati

Sono diversi i volontari attivi a Riva del Garda: ci sono due ragazzi giovani che seguono il magazzino alimentare, viene coinvolto il gruppo giovani della Comunità di Riva del Garda, con i ragazzi che preparano e distribuiscono i pacchi, così come i ragazzi del Grest, che dedicano il martedì alla preparazione di pacchi viveri. «Raccogliamo viveri nei supermercati, cosa che dà sostegno ai nostri magazzini, ma in questi mesi non stiamo raccogliendo vestiario – conclude - c’è stata molta disponibilità da parte della gente e di questo ne siamo felici: per chi lo desidera, ciò che serve in questo momento sono offerte».