Riva. «Con la delega affidata dal sindaco a un consigliere (Franco Gatti) anziché a un assessore, l’ambiente con la Giunta Santi è retrocesso in serie C»: lo dice Paolo Barbagli, referente locale dei Verdi e di Riva Bene Comune. Barbagli sottolinea che secondo una sentenza del Tar il consigliere delegato «deve svolgere esclusivamente una funzione di proposta e consulenza al sindaco, non partecipa alle sedute della Giunta, è privo di ogni potere decisionale, nei confronti di dirigenti e funzionari è privo di qualsiasi ulteriore potere rispetto a quelli propri di ogni altro consigliere comunale e i provvedimenti relativi alla delega fanno comunque capo al sindaco e sono da questo sottoscritti. La delega a un consigliere non è nemmeno lontanamente paragonabile a quella a un assessore e, in termini calcistici, può essere considerata di serie B o C, e un chiaro segnale di disinteresse da parte dell’amministrazione da poco insediata. Se si considera, poi, che l’assessorato all’ambiente nasce, a Riva, verso la fine degli anni ’80, la retrocessione delle materie ambientali a semplice delega consiliare rappresenta un'inaccettabile sfida al buon senso e al patrimonio della comunità rivana. Non serve ricordare quanto le fortune di Riva dipendano dalla sua collocazione, né quanto l'attrattiva che esercita sia legata alle peculiarità del territorio e del paesaggio. Molti amministratori si stanno rendendo conto di come l'ambiente sia una risorsa fondamentale, e puntano su di essa in una prospettiva di valorizzazione sostenibile, ma a Riva pare in atto una controriforma ambientale». M.CASS.