RIVA. Sedici anni, una passionaccia per lo studio (la storia in particolare), uno stile d’altri tempi. Questo, in estrema sintesi, l’identikit di Marco Boni, lo studente del terzo anno del liceo classico Andrea Maffei di Riva svanito nel nulla nel pomeriggio di venerdì. Da due giorni le squadre di soccorso e le forze dell’ordine lo stanno cercando, ma fino alla tarda serata di ieri le battute – che si sono svolte anche con l’ausilio dell’elicottero, dell’imbarcazione dei vigili del fuoco e delle unità cinofile – non hanno dato esito.

Marco è di Tione, dove vive con la famiglia, il papà Giulio, farmacista cotitolare della farmacia del paese, la mamma Silvia, anche lei farmacista (responsabile della farmacia interna dell’ospedale di Rovereto) e il fratello minore. Proprio per andare incontro alle esigenze di studio di Marco, la famiglia ha preso in affitto un miniappartamento a Riva, in località Albola, un pied-à-terre dove mangiare e riposare tra una trasferta e l’altra dalla Busa alle Giudicarie. È proprio dall’appartamento dell’Albola che si sono perse le tracce del sedicenne.

Secondo quanto ricostruito dal Commissariato di Polizia di Riva del Garda, che ha raccolto la denuncia dei genitori nella serata di venerdì, Marco ha regolarmente frequentato le lezioni al Maffei sino alle 13.15. Una volta suonata la campanella dell’ultima ora, ha salutato i compagni e si è diretto a casa. Intorno alle 14 l’ultima telefonata con la madre, alla quale ha detto che sarebbe andato nella palestra Fit & Fun di via Monte Misone, per poi tornare in tempo per le 16.30: a quell’ora la mamma, in arrivo da Rovereto, sarebbe passata a prendere Marco per fare rientro a Tione. Quando però la donna è arrivata a Riva, non ha trovato Marco a casa e anche la borsa con l’abbigliamento da palestra (dove - è stato verificato - non è mai entrato) era al suo posto. La madre ha provato a chiamare il ragazzo, trovando però il cellulare spento. Cosa per altro non rara, visto che Marco – a differenza di molti altri adolescenti – non ha una particolare confidenza con lo smartphone. In un primo momento, dunque, la madre non si è allarmata. Poi però, non vedendolo arrivare e trovando sempre il telefono spento, si è preoccupata. Una preoccupazione che è cresciuta con il passare delle ore. Sono iniziate, dunque, le chiamate febbrili ai compagni di classe (una classe dai numeri modesti, 15 studenti in tutto), nella speranza di trovare qualche informazione utile a rintracciare Marco. Ma l’unica cosa emersa dal tourbillon di telefonate è che al mattino il sedicenne aveva chiesto ai compagni informazioni sul sentiero della Maddalena, quello che da via monte Ora sale fino all’omonima chiesa del XIII secolo per poi scendere fino a San Giacomo.

Non a caso, da qui sono partite le ricerche – proseguite per tutta la notte - dei vigili del fuoco volontari di Riva del Garda e Tenno e delle squadre del soccorso alpino di Riva, Ledro e Trento-Monte Bondone. Le squadre, in verità, hanno battuto tutta la Rocchetta, il sentiero della Ponale, il Brione, oltre alle acque del Garda. Il timore era che Marco si fosse avventurato su qualche sentiero, trovandosi poi per qualche motivi in difficoltà. Inutile anche la tracciatura del cellulare, che è risultato attivo per l’ultima volta intorno alle 15.30 di venerdì, in città. Da quel momento il silenzio.

Ieri mattina i soccorritori e le forze dell’ordine, con l’ausilio degli psicologi, si sono recati al liceo Maffei per parlare con i compagni di Marco, nella speranza di cogliere anche un solo, piccolo dettaglio utile alle ricerche, una confidenza fatta da Marco a qualcuno. Nel pomeriggio, con l’ausilio dei cani molecolari, è stata seguita una pista che portava in via dei Molini, dove un compagno di scuola ha detto di aver visto Marco, verso le 19 di venerdì, andare in direzione San Giacomo con uno zaino e una giacca pesante. Abbigliamento ben diverso da quello che aveva a scuola: una giacca scura, sciarpa, pantaloni marroni a scacchetti, camicia e stivaletti, oltre agli occhiali. La scomparsa, per ora, è un mistero e ogni ipotesi è aperta.(g.f.p.)