RIVA. «Il progetto di ricostruzione della gelateria Punta Lido si inserisce in un ragionamento più largo che deve ricomprendere l’intera fascia lago. Come vado dicendo da tempo, bisogna cominciare a parlare di Parco del Garda e delle altre partite che si intrecciano l’una nell’altra: ex Cattoi, Miralago, viale Rovereto e via discorrendo». Anche Mauro Malfer è reduce, come molti rivani, dal primo consiglio comunale aperto nella storia di Riva che si è tenuto sabato scorso, al Palacongressi, per discutere del futuro della gelateria Punto Lido. Il presidente della Comunità di Valle ha portato all’attenzione dei consiglieri e dei cittadini la posizione dell’ente che ha in capo la programmazione urbanistica del territorio e lo ha fatto affiancato dal sindaco di Nago Torbole Gianni Morandi, in qualità di presidente della Commissione per la pianificazione e tutela del paesaggio, e dai membri della stessa Commissione (gli architetti Sandro Aita e Gianluca Dossi, l’ingegnere Emiliano Leoni più l’architetto Gianfranco Zolin) che aveva giudicato e licenziato (seppur con alcune prescrizioni, in primis sull’altezza dell’edificio) il progetto dell’architetto veneziano Alberto Cecchetto. «La seduta aperta è andata bene - spiega Malfer - e non mi sembra si sia registrato un coro unanime di contrarietà al progetto. Si sono potuti ascoltare i discorsi di chi il progetto lo ha compreso e condiviso oltre alle voci di chi, invece, si dice contrario». Fra questi anche l’avvocato Renato Ballardini che ad un certo punto del suo discorso ha innescato la reazione palese dello stesso Malfer.

«Serve un passo avanti culturale - commenta il presidente della Comunità - per capire pienamente il disegno che si vuole tracciare e che non riguarda solamente la gelateria ma che abbraccia un territorio più ampio, strategico per il futuro della nostra comunità. Il parco del Garda deve nascere secondo una filosofia ben precisa, quella del tocco leggero, ragionando soprattutto di mobilità sostenibile e quindi di fascia lago, dove tra l’altro serve grande equilibrio fra ciò che va tolto e ciò che va aggiunto. Mi spiace, ora, che qualcuno voglia far passare una visione distorta delle cose».

Quella del Parco del Garda è una sollecitazione che lo stesso Cecchetto ha rivolto all’assemblea di sabato, esortando le istituzioni locali a proseguire su questa strada.

Dopo l’adunanza aperta di sabato adesso la palla passa al consiglio comunale di Riva che sulla questione sarà chiamato ad esprimersi nell’ambito di una riunione formale che dovrà essere programmata nel giro di qualche settimana. L’aula, infatti, dovrà votare le mozioni presentate da maggioranza e minoranza e che si contrappongono nella sostanza: in base al voto che esprimerà il consiglio si determinerà anche il futuro dell’operazione e della Punta Lido. (gl.m.)