Riva. Nonostante gli inevitabili distinguo relativi a tipologie e località, il comparto turistico in Busa continua a tenere: secondo i dati raccolti ed elaborati da Garda Trentino Spa e diffusi ufficialmente ieri, nei primi sei mesi di quest’anno gli arrivi sono rimasti pressoché inalterati (-0,5%) rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso, grazie soprattutto agli ospiti stranieri.

Bene i tedeschi, male l’Italia

Sono stati loro infatti a compensare il -5% della casella relativa agli arrivi italiani da gennaio a giugno con un aumento significativo soprattutto nel settore extralberghiero. Come sempre protagonisti assoluti sono stati i turisti tedeschi (48%), a seguire austriaci, britannici, svizzeri, cechi e polacchi. Si tratta di dati che hanno comunque lasciato soddisfatto il presidente di Garda Trentino, Marco Benedetti: «I numeri ci confermano una sostanziale tenuta rispetto all’anno scorso – ha detto in sede di presentazione dei dati statistici elaborati dai suoi uffici – lontani ovviamente da quelli fatti registrare nel 2017, ma quello fu un anno record. Confortano in particolare alcuni fattori, come per esempio l’implemento del mercato turistico dell’est Europa e l’aumento degli arrivi da Svizzera e Austria, due nazioni confinanti che possono creare interessanti prospettive nell’immediato futuro. Certo, la sensazione generale – ha poi aggiunto – è che si sia tornati indietro di tre o quattro anni: a confermarlo sono anche i dati relativi ai primi giorni di luglio che non sono particolarmente esaltanti. Va però detto – ha concluso – che ogni anno ha le sue specifiche caratteristiche e che i numeri in sé, se non contestualizzati, rischiano di avere poco significato. Spesso le variazioni da un anno all’altro sono legate alle condizioni atmosferiche o alla disposizione delle feste comandate, per cui, tutto sommato, oggi non possiamo assolutamente lamentarci. Soprattutto se confrontiamo i numeri fatti registrare dalle nostre parti con quelli delle altre due sponde del lago: se a Brescia non ci sono dati ufficiali disponibili, anche se le stime sono al netto ribasso, a Verona il calo è stato piuttosto pesante, soprattutto a causa del freddo patito durante il mese di maggio, che ha penalizzato i grandi campeggi che ci sono sulla riviera orientale».

Riva cresce, Arco no

Differenze consistenti anche fra comune e comune dell’alto Garda: se da un lato Riva del Garda tiene e addirittura cresce rispetto ai primi sei mesi dello scorso anno con un +2,2%, Arco fa registrare un -1,4 apparentemente insignificante però rispetto al -11,8 di Nago-Torbole. Il successo di Riva è legato agli arrivi stranieri soprattutto nel settore extralberghiero, mentre Arco paga l’assenza degli italiani negli alberghi cittadini.

Il presidente Marco Benedetti

Queste statistiche hanno spinto il presidente Benedetti a insistere sulla necessità di sviluppare i punti principali del piano strategico condiviso qualche settimana fa con le amministrazioni locali: «Mobilità sostenibile innanzitutto – ha puntualizzato Benedetti – di cui Rivetta è solo il primo passo; innalzamento della qualità complessiva dell’offerta, visto che oggi come oggi chi ottiene i migliori risultati è chi offre la maggiore qualità ai suoi ospiti; regolamentazione degli alloggi privati, che in un solo anno sono aumentati di 560 unità: la crescita dei posti letto in appartamento preoccupa gli addetti ai lavori, soprattutto a causa delle conseguenze sociali che la mancanza di abitazioni per i residenti potrebbe creare a breve termine, ma anche perché spesso si tratta di soluzioni qualitativamente modeste, in contrasto quindi con gli obiettivi che il Garda trentino si pone per i prossimi anni».

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