PHOTO
AVIO. La Soprintendenza per i beni culturali della Provincia, con la determina del dirigente Franco Marzatico autorizza il progetto di restauro della cappella di Sant’Antonio Abate costruito verso la metà del 1600 nella contrada di Vigo. Questo restauro rientra nel più ampio progetto messo in atto dall’amministrazione Secchi per il recupero e la valorizzazione dei beni artistici locali ed il progetto è curato da Luca Bronzini di Rovereto mentre la relazione tecnica è stata stilata dall’arch Federico Rudari. L’intervento prevede, tra l’altro, l’eliminazione di umidità e delle muffe che ne hanno causato il deterioramento del manufatto, la rimozione dell’intonaco degradato ed esecuzione di sondaggi per verificare la presenza di intonaco originale sottostante e la pulitura delle superfici di pietra nonché il restauro pittorico e l’eventuale consolidamento della patina decorata.
Un precedente intervento di restauro risale al 2004 ma i nuovi lavori si rendono necessari per farlo tornare all’antico splendore mentre la collocazione della statua lignea risale all’ottobre del 1985 grazie ad una donazione di Antonio Giacomuzzi di Ziano grande amico della famiglia Libera che fino ad alcuni anni fa ne curava il decoro della cappellina. Il ritorno del Santo patrono degli animali era stato salutato da una moltitudine di fedeli che parteciparono alla messa celebrata dall’allora parroco don Giuseppe Betta ed alla quale seguì un suntuoso rinfresco. In qualche modo in effetti si trattava di un avvenimento storico perché sant’Antonio era stato “sfrattato” da san Francesco d’Assisi nel 1930. Fino a quell’epoca era un affresco a raffigurare il patrono degli animali ma era ridotto in cattive condizioni ed abbisognava di un inderogabile restauro. Finiti i lavori di sistemazione delle opere murarie si pensò di sostituire l’affresco con una nuova statua e gli abitanti raccolsero la bella cifra di 5000 lire consegnata poi allora podestà Giuseppe Bresavola affinché se ne occupasse dell’acquisto. Cosa che fece ma portando a Vigo la statua di san Francesco d’Assisi invece di sant’Antonio tra lo stupore e la delusione soprattutto di chi aveva donato delle offerte ma non c’era da discutere e la motivazione del cambio d’identità fu che si trattava del patrono d’Italia ma più verosimilmente era che la madre del podestà era molto devota al santo umbro. A metà degli anni 80 del secolo scorso nacque un apposito comitato che ha coinvolto la Pro loco e la famiglia di Romano Libera in primis con l’intenzione di rimettere ordine tra i santi e grazie alla disponibilità della falegnameria Giacomuzzi “giustizia”, per così dire, è stata fatta. F.R.
Un precedente intervento di restauro risale al 2004 ma i nuovi lavori si rendono necessari per farlo tornare all’antico splendore mentre la collocazione della statua lignea risale all’ottobre del 1985 grazie ad una donazione di Antonio Giacomuzzi di Ziano grande amico della famiglia Libera che fino ad alcuni anni fa ne curava il decoro della cappellina. Il ritorno del Santo patrono degli animali era stato salutato da una moltitudine di fedeli che parteciparono alla messa celebrata dall’allora parroco don Giuseppe Betta ed alla quale seguì un suntuoso rinfresco. In qualche modo in effetti si trattava di un avvenimento storico perché sant’Antonio era stato “sfrattato” da san Francesco d’Assisi nel 1930. Fino a quell’epoca era un affresco a raffigurare il patrono degli animali ma era ridotto in cattive condizioni ed abbisognava di un inderogabile restauro. Finiti i lavori di sistemazione delle opere murarie si pensò di sostituire l’affresco con una nuova statua e gli abitanti raccolsero la bella cifra di 5000 lire consegnata poi allora podestà Giuseppe Bresavola affinché se ne occupasse dell’acquisto. Cosa che fece ma portando a Vigo la statua di san Francesco d’Assisi invece di sant’Antonio tra lo stupore e la delusione soprattutto di chi aveva donato delle offerte ma non c’era da discutere e la motivazione del cambio d’identità fu che si trattava del patrono d’Italia ma più verosimilmente era che la madre del podestà era molto devota al santo umbro. A metà degli anni 80 del secolo scorso nacque un apposito comitato che ha coinvolto la Pro loco e la famiglia di Romano Libera in primis con l’intenzione di rimettere ordine tra i santi e grazie alla disponibilità della falegnameria Giacomuzzi “giustizia”, per così dire, è stata fatta. F.R.
