Rovereto. L’unica certezza (che equivale ad un altro colpo duro all’occupazione in Vallagarina) è che da metà aprile 23 lavoratori della Adler saranno a casa. Licenziati. Per quanto riguarda il futuro della storica azienda roveretana bisognerà attendere il prossimo incontro, dopo quello di ieri al quale non era presente il proprietario dell’azienda, il 25 febbraio dal quale «ci attendiamo risposte precise alle questioni ancora aperte - afferma Mario Cerutti della Cgil - Questioni relative alla nuova proprietà (il 99% del capitale sociale dovrebbe andare ad una multinazionale asiatica), all’imprenditore bresciano interessato all’acquisto dei macchinari della linea gomma-metallo, e le posizioni dei lavoratori che dovranno uscire dal ciclo produttivo. Non c’è un secondo tempo e le risposte si devono andare a cercare». Secondo Cerutti è necessario fare chiarezza sull’investitore straniero «con il quale, ci ha assicurato il legale della Adler, non c’è ancora un atto formale per il passaggio di proprietà. Cosa farà questa multinazionale di cui si parla ma ancora non si conosce l’identità precisa? Che ne sappiamo noi? È interessata magari soltanto al brevetto di frizioni tecnologiche della Adler? Terrà ancora la produzione a Rovereto nello stabilimento proprietà di Trentino Sviluppo o chiuderà tutto?» si interroga Cerutti. Per quanto riguarda invece la linea gomma-metallo c’è un imprenditore bresciano intenzionato ad acquistare i macchinari: «Li porterà a Brescia o magari troverà spazio al Polo della gomma mantenendo qualche posto di lavoro? E di questi tempi anche fossero solo otto... E sempre a proposito dei lavoratori - prosegue il sindacalista della Cgil - rimane da chiarire la posizione di chi verrà lasciato a casa. Andrà chi è vicino alla pensione? Oppure si farà a meno di determinati dipendenti “polifunzionali”? Gli interrogativi sono tanti e anche con la Provincia, nella speranza di incontrare prima del 25 l’assessore allo sviluppo, vogliamo capire alcuni aspetti della vicenda Adler»G.R.