Rovereto. La Cisl trova l'accordo per ripristinare la pausa mensa di trenta minuti alla Marangoni; gli altri sindacati ed in particolare i Cobas non firmano e salta tutto perché l'azienda non riteneva attuabile una richiesta firmata solo da un sindacato. C'è una polemica anche tra sigle sindacali e in particolare tra Cisl e Cobas, che detengono la maggioranza delle rappresentanze sindacali. I Cobas non ritengono accettabili solo dieci minuti di pausa (oltre a quella per la mensa) nell'arco del turno di lavoro e contestano anche la data scelta per l'incontro con l'azienda, mentre la Cisl rivendica la larghissima maggioranza (90%) con la quale i lavoratori avevano dato l'ok alla richiesta di riattivare la mensa. Quest'ultima era sospesa dall'inizio della pandemia. La soluzione avrebbe previsto la riattivazione del servizio, con la reintroduzione dei trenta minuti continuativi per i turnisti, in modo da poter usufruire della mensa (o in alternativa mantenere l'opzione del ticket giornaliero di 2,63 euro).

Dopo l’emergenza Covid

Quasi tutti d'accordo su questo nell'assemblea dei lavoratori del 24 giugno. Restava aperta la questione sulle pause intermedie, con i Cobas che ne chiedevano due da dieci minuti. A quel punto i sindacati chiedono l'incontro all'azienda, la quale propone il 29 giugno. All'incontro, in video-conferenza, si presenta però solo la Cisl. I Cobas fanno sapere di non poter essere presenti per impegni già presi. I rappresentanti di Marangoni comunicano di "prendere atto" di questa assenza e non cercano altre date. La Cisl contratta con l'azienda e arriva ad un accordo: sì alla pausa mensa di 30 minuti, più dieci minuti nel turno. «Abbiamo siglato l'accordo chiedendo anche alle organizzazioni sindacali (silenti) di dare un cenno di riscontro». Ma ieri non c'è stata nessuna pausa mensa: i Cobas non firmano e la Marangoni non avvalla un accordo siglato solo dalla Cisl. «Non abbiamo compreso il motivo per cui si è voluto far saltare un accordo condiviso dai lavoratori, dopo anni d'invocazioni», scrive in una nota la Cisl. Per i Cobas è invece inaccettabile che la riunione con i vertici di Marangoni si sia tenuta nonostante la loro assenza. Secondo Antonio Mura dei Cobas sarebbe bastato spostare di un giorno l'incontro; e quell'accordo sarebbe dovuto tornare in assemblea dei lavoratori prima della firma. Ma la cosa inaccettabile per Mura è che, al di là dei trenta minuti per mangiare, sarebbero restati solo dieci minuti di pausa. «La logica aziendale espropria il tempo di vita dei lavoratori», tuona Mura, che chiede la convocazione di un altro incontro. «Si è voluto fare saltare un accordo condiviso dai lavoratori - scrive invece la Cisl - siamo convinti di aver svolto pienamente il ruolo di rappresentanza, assumendoci la responsabilità di definire un accordo atteso dai lavoratori. Ai quali va data ora spiegazione».