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rovereto. Lo scorso maggio la simbolica prima pietra, tra un anno - facendo gli scongiuri - il taglio del nastro della prima azienda. Sta prendendo forma l'ambito produttivo della Manifattura, quello "sognato" dall'archistar Kengo Kuma e che qualche anno fa sembrò sul punto di svanire, perché una serie incrociata di ricorsi tra imprese rischiava davvero di bloccare tutto. Invece non solo tutto è stato salvato, compreso l'importante contributo europeo di 42 milioni di euro, ma l'azienda che alla fine si è aggiudicata l'appalto (la Colombo) ha garantito la fine del cantiere per gennaio 2020. In queste settimane stanno sorgendo i capannoni produttivi . Così scrivendo, vi sarete messi in testa i "soliti" capannoni industriali, anonimi, pratici magari ma invero brutti. Il cantiere lo si scorge solo dall'alto o appena d'infilata in qualche punto di viale Vittoria, ma entrando si vedono solo grandi strutture di legno. Sì: saranno capannoni dove si produrrà, ma la loro struttura sarà in legno.
Tutti i tetti saranno verdi
Ancora non si vede, ma - come aveva pensato Kuma - si potrà passeggiarvi sopra di giorno, e i tetti saranno verdi, ma non di colore, bensì nel senso che saranno coperti di vegetazione. Si tratterà piante grasse specifiche per queste coperture (con fioriture diverse: Manifattura cangerà colore stagione per stagione): 21,5 mila metri quadrati di copertura verde pensile, tra le più vaste in Italia. Alcuni edifici avranno un soppalco sopra la parte produttiva, dove poter installare uffici. Insomma, una fabbrica che sembrerà una baita. Uno di questi edifici è stato pensato in modo da poter ospitare un numero maggiore di uffici, oppure anche diventare una scuola, con spazi per aule e laboratori (in passato si parlò di corsi del Fontana) Nel mezzo del cantiere - che è il più grande cantiere per opere civili del Trentino, che interessa 50 mila metri quadrati - sono già state posizionate le basi dell'edificio più grande, il B4, di 2800 metri quadrati. Qui dovrà andare l'azienda produttiva "leader, dal di peso e che, fanno intuire da Trentino Sviluppo, sembra esserci già, anche se manca la firma definitiva. In questo caso, come per altre due imprese, si è già in "trattativa avanzata". Le basi per il polo dell'economia verde, dove lavoreranno 1200 persone, sembrano esserci già. Il "bello" della Manifattura del 2020 è che ci si camminerà sopra. È prevista una grande scalinata sul retro dell'edificio storico dell'orologio, che porterà sui tetti dei capannoni.
Il "boulevard" irregolare
Il “boulevard” - così lo chiamano a Trentino Sviluppo - scorrerà irregolare in alto, seguendo un andamento di piccole salite e discese che - secondo Kuma - dovrà richiamare il profilo dei vigneti. Fino a condurre, con l'ultima discesa, in Lungo Leno. In parallelo ci sarà un passaggio sottostante per chi lavora. Attualmente si sta valutando come realizzare il collegamento: se da una parte si vuole invitare le persone a passeggiare e a poter passare dal Leno a viale Vittoria, dall'altra serviranno dei punti di accesso, che potranno essere presidiati di notte (si è pur sempre in un'area produttiva). La prospettiva, una volta riqualificato con l'intervento del Comune il lungo Leno, è la nascita di una continuità tra la città e la Manifattura attraverso la ciclabile lungo il torrente.
Salvato il grande cedro
Rispetto al progetto iniziale è stato invece stralciato l'auditorium; si è così salvato il grande cedro che sorge all'angolo con via Zigherane, da dove ci sarà l'accesso per i veicoli. Sotto metà ambito è già pronto un parcheggio interrato con oltre 400 posti. Tra un anno Rovereto - ed in particolare Sacco - sarà molto diversa da adesso.
Tutti i tetti saranno verdi
Ancora non si vede, ma - come aveva pensato Kuma - si potrà passeggiarvi sopra di giorno, e i tetti saranno verdi, ma non di colore, bensì nel senso che saranno coperti di vegetazione. Si tratterà piante grasse specifiche per queste coperture (con fioriture diverse: Manifattura cangerà colore stagione per stagione): 21,5 mila metri quadrati di copertura verde pensile, tra le più vaste in Italia. Alcuni edifici avranno un soppalco sopra la parte produttiva, dove poter installare uffici. Insomma, una fabbrica che sembrerà una baita. Uno di questi edifici è stato pensato in modo da poter ospitare un numero maggiore di uffici, oppure anche diventare una scuola, con spazi per aule e laboratori (in passato si parlò di corsi del Fontana) Nel mezzo del cantiere - che è il più grande cantiere per opere civili del Trentino, che interessa 50 mila metri quadrati - sono già state posizionate le basi dell'edificio più grande, il B4, di 2800 metri quadrati. Qui dovrà andare l'azienda produttiva "leader, dal di peso e che, fanno intuire da Trentino Sviluppo, sembra esserci già, anche se manca la firma definitiva. In questo caso, come per altre due imprese, si è già in "trattativa avanzata". Le basi per il polo dell'economia verde, dove lavoreranno 1200 persone, sembrano esserci già. Il "bello" della Manifattura del 2020 è che ci si camminerà sopra. È prevista una grande scalinata sul retro dell'edificio storico dell'orologio, che porterà sui tetti dei capannoni.
Il "boulevard" irregolare
Il “boulevard” - così lo chiamano a Trentino Sviluppo - scorrerà irregolare in alto, seguendo un andamento di piccole salite e discese che - secondo Kuma - dovrà richiamare il profilo dei vigneti. Fino a condurre, con l'ultima discesa, in Lungo Leno. In parallelo ci sarà un passaggio sottostante per chi lavora. Attualmente si sta valutando come realizzare il collegamento: se da una parte si vuole invitare le persone a passeggiare e a poter passare dal Leno a viale Vittoria, dall'altra serviranno dei punti di accesso, che potranno essere presidiati di notte (si è pur sempre in un'area produttiva). La prospettiva, una volta riqualificato con l'intervento del Comune il lungo Leno, è la nascita di una continuità tra la città e la Manifattura attraverso la ciclabile lungo il torrente.
Salvato il grande cedro
Rispetto al progetto iniziale è stato invece stralciato l'auditorium; si è così salvato il grande cedro che sorge all'angolo con via Zigherane, da dove ci sarà l'accesso per i veicoli. Sotto metà ambito è già pronto un parcheggio interrato con oltre 400 posti. Tra un anno Rovereto - ed in particolare Sacco - sarà molto diversa da adesso.
