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ROVERETO. Sandro Aita, architetto e attento osservatore dei mutamenti che attraversano Rovereto, sotto il profilo urbanistico ma anche culturale, ha preso spunto dalla mostra “Per una storia urbana di Rovereto”, organizzata dal Circolo fotografico l’Immagine alla Biblioteca civica (visitabile fino al 7 gennaio), e dall’articolo del Trentino sul degrado di via don Rossaro, da poco riqualificata, per svolgere una serie di riflessioni. «Perché è importante avere uno sguardo attento sulla città? - si interroga l’architetto - una domanda che viene spontanea visitando la bella mostra di fotografie, segno evidente che in alcuni osservatori della realtà urbana è sorta la necessità di riflettere, con l’occhio “oggettivo” della camera, su quanto sta avvenendo attorno a noi». Continua Sandro Aita: «È infatti dal “conoscere”, dal saper vedere la realtà che cambia nella sua evoluzione storica, che si può meglio e con più intensità appartenere ai luoghi, e scegliere le strade che si aprono davanti a noi per accompagnarne lo sviluppo compatibile col passato. Alcuni dei fotoamatori hanno fatto cenno ai motivi e agli stimoli che li hanno spinti a tradurre in immagini le loro osservazioni della città: si è scoperta una sensibilità attenta e preziosa che coglie una multiforme realtà meritevole da un lato di conoscenza e dall’altro di conservazione documentaria». Di qui la proposta di Aita di «fondare a Rovereto un “laboratorio/archivio documentale” sulla storia urbana della città, antica certo, ma anche delle sue evoluzioni contemporanee, dei decenni trascorsi, della sua storia e cronaca quotidiana: una sorta di democrazia partecipativa diffusa attraverso immagini, iconografie, documenti, disegni, opere artistiche e filmiche». «Già altre realtà locali si sono indirizzate su questa strada, e Rovereto, - aggiunge - con la sua vasta serie di istituzioni e di associazioni, cultori e ricercatori di storia e di immagini, avrebbe in sé le risorse per fondare questa nuova “miniera o granaio” di conoscenze disponibili a tutti. Non trascurando scenari nuovi e di prospettiva inedita: le scienze cognitive, le neuroscienze si stanno occupando anche dello spazio costruito, degli ambienti di vita e di come l’uomo interagisca con essi, proponendo nuove opportunità di conoscenza e di esplorazione, per scelte e decisioni più ponderate e consapevoli.» «Modificare una strada, arredare uno slargo, conformare nuovi quartieri e risanare aree dismesse, - conclude Aita - rende importante considerare l’insieme delle percezioni che i diversi attori della scena urbana vivono nel tempo. Trascurare questi fattori può condurre ad un senso di distacco, di sconnessione con l’evoluzione inevitabile della città, e generare “repulsioni”, come quella che si è segnalata su via don Rossaro». (a.t.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
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