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TRENTO. La burocrazia può diventare un ostacolo insormontabile per gli anziani. Il ricorso agli strumenti informatici ha reso una parte della popolazione dipendente dall’aiuto di figli, nipoti e amici “caritatevoli”.
Ma questo non sempre basta. Lo denuncia Antonia, che ha inviato una mail a dilloaltrentino@giornaletrentino.it per raccontare l’esperienza sua e della madre.
“Vorrei segnalare che gli anziani con l'accesso ai servizi della PA tramite SPID sono privati dei loro diritti digitali e discriminati rispetto ad altri cittadini”, esordisce.
“Il legislatore ha introdotto il sistema di gestione delle deleghe che consente a chiunque di delegare una persona di fiducia ad utilizzare il proprio SPID per conto del delegato”. C’è un “però”, spiega Antonia: “Ad oggi solo l'INPS ha attivato tale sistema”.
Il risultato per un anziano è rischiare seriamente di rimanere escluso da molteplici servizi. “Mia mamma anziana di anni 95 non può accedere al sito dell'Agenzia delle Entrate, non può utilizzare alcuni bonus, ecc... in passato per accedere le fornivo il mio aiuto e i miei strumenti digitali”.
Da qui una richiesta di intervento che necessariamente deve avvenire a livello centrale: “A mio avviso occorre sensibilizzare i competenti organi istituzionali ad attivare anche nei servizi forniti dalla PA, dagli enti locali, ecc..., il sistema di gestione delle deleghe previsto dalla normativa vigente”.
“Spero che presto il legislatore intervenga – conclude Antonia – per tutelare i soggetti privi di adeguate competenze informatiche e di strumenti digitali”.
