TRENTO. Gli hanno dovuto pignorare un quinto dello stipendio da autista di autobus. Lo hanno dovuto fare perché lui non ha versato di sua spontanea volontà neanche un euro alla ragazzina di 13 anni che avrebbe violentato. E questo nonostante una dura condanna a quattro anni di reclusione più 30 mila euro di risarcimento danni. Condanna che ieri è stata confermata dalla Corte d’appello di Trento.

L’avvocato della ragazzina, Romina Targa, ha dovuto chiedere un decreto ingiuntivo per recuperare i 30 mila, visto che l’autista del bus non aveva versato neanche un euro.

I fatti risalgono al 2013. La ragazzina si fidava di quell’uomo, vicino di casa del padre che a volte la "controllava" quando il genitore era fuori per lavoro. Sembrava una brava persona.