TRENTO. Primo maggio festa del lavoro (che è tornato ad esserci), ma non dell'occupazione (che continua a mancare). E' questo il paradosso di una celebrazione nata nel 1890 che ha finito presto per essere solo festa, per diventare occasione di rivendicazioni e rilancio di lotte sindacali. «Il quadro attuale è questo - spiega il segretario della Cisl Lorenzo Pomini ieri durante la conferenza stampa di presentazione della festa del 1° maggio - una ripresa del lavoro confermato dalle quote somministrate e dall'aumento degli straordinari, mentre non cala la disoccupazione. Concretamente chi ha un lavoro, lavora di più e chi non lo ha, avrà sempre meno possibilità. Un esempio? Il padre che lavora anche il sabato con i figli disoccupati a casa». Per Pomini «sono fallite le politiche del lavoro del governo Renzi che aveva bollato i sindacati come " giurassici". Ma è stato sufficiente che i benefici fiscali arrivassero al termine per azzerare gli indici positivi, ed il sindacato oggi si è riappropriato del proprio ruolo». Rimane irrisolto il problema del costo del lavoro: «Se al dipendente vanno 100 euro lordi, vuol dire che ne percepisce 60 netti e il datore di lavoro ne paga 160. Mediamente parliamo di un costo del lavoro - ha detto il segretario della Cisl - superiore del 5% alla media europea, differenziale che potrebbe essere ammortizzato con una maggiore qualità produttiva a compensazione, ma purtroppo non è così. Questo sarebbe il tema centrale che il governo dovrebbe affrontare».

Il segretario della Cgil Franco Ianeselli ha tracciato il quadro locale, caratterizzato dalla grande soddisfazione per aver attivato il fondo di solidarietà territoriale per i lavoratori delle piccole e medie imprese. Resta invece il rammarico dei sindacati per non essere riusciti ad aprire il tavolo per la partecipazione dei lavoratori nelle aziende. «Di recente - ha ricordato il segretario della Uil Walter Alotti - sono arrivate notizie positive per il futuro dell'ex Malgara di Ala e per le Acciaierie di Borgo. Resta aperta la vertenza del Sait ma con un abbozzo di possibilità di via d'uscita. Dobbiamo esprimere la nostra soddisfazione anche per le sentenze che hanno confermato la scelta facoltativa del lavoro festivo, ora aspettiamo una legge provinciale per una regolamentazione definitiva. Resta aperto il problema della sicurezza». Il tema della Festa del 1° maggio organizzata dai sindacati (con l’Associazione Inchiostro, Arci, Arcigay e Udu e il sostegno dell'assessorato alle Pari Opportunità) sarà la diversità sul posto di lavoro che di fatto ha cambiato il ruolo del sindacato: diversità di problemi legati all'età dei lavoratori, alla religione, al sesso e all'aumento delle donne lavoratrici.

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