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CIS. Mentre in Regione a Trento da mesi si discute dei vitalizi astronomici dei politici con previlegi a cui non vogliono rinunziare, a Cis il vicesindaco Franco Ravanelli e gli assessori Luca Ebli, Luigi Ebli e Cristina Menapace rinuciano a ogni indennità e gettone di presenza. Tutto questo già dallo scorso mese di maggio e fino a termine mandato.
«Un gesto che rappresenta il segnale di una politica di servizio e mette a disposizione, inoltre, risorse aggiuntive a beneficio della comunità: risorse preziose in un momento come quello attuale segnato dai tagli dei finanziamenti e dalla crescente difficoltà delle famiglie di far quadrare il bilancio», è scritto nelle delibera in cui la Giunta ha preso atto della scelta. La decisione - scrive il provvedimento - è finalizzata anche al contenimento della spesa pubblica e alla riduzione dei costi della politica negli enti locali della Regione Trentino Alto Adige. Come dire, una testimonianza che si spera venga seguita anche da altri e che potrebbe suonare come un bel campanello di allarme verso chi la politica cosiddetta “di servizio” la fa probabilmente per le laute prebende e privilegi che garantisce ben oltre il periodo effettivamente dedicato al lavoro che prestano per le loro comunità.
La decisione dei quattro assessori di Cis va a sommarsi, stavolta con un gesto ancora più concreto, alla mozione con cui il consiglio comunale di Sanzeno, primo in valle ad affrontare pubblicamente il tema, ha sollecitato la revisione dei vitalizi d'oro dei politici del Trentino Alto Adige che tanto stridono con la quotidianità della maggioranza dei cittadini costretti a fare i conti con la crisi e bilanci familiari sempre più all'osso. «Come amministratori ci confrontiamo con i cittadini, registriamo il loro crescente disagio per gli effetti del declino economico e sociale, e la crescente sfiducia verso la classe politica», scrive la mozione spedita ai presidenti di consiglio e giunta regionali, alle due Province e ai Consorzi dei Comuni di Bolzano e Trento.
