TRENTO. La palestra di arrampicata Sanbapolis, inaugurata solo da tre giorni, sembra già piccola: «Abbiamo aspettato tanto per averla che la si sarebbe potuta fare anche più grande considerando che lo spazio c'era». La pensa così Alessandro Faes, che complice anche il maltempo è venuto ad arrampicare dal giorno dell'inaugurazione. La sua non è una critica, ma una considerazione sul campo, perché la gente in tarda mattinata di una domenica è davvero tanta. Il ritmo di scalata non è uguale per tutti, come la manualità e così si formano code ai piedi delle parete. Pareti di livello europeo che propongono 164 diversi percorsi di scalata e 158 tracciati boulder (scalata senza corda) per un totale di 18mila appigli. Percorsi e tracciati che periodicamente vengono variati cambiando i tracciati stessi, in modo che non ci si trovi di fronte a percorsi ripetitivi. «Sono tre giorni che abbiamo aperto e l'affluenza è consistente. Molti arrivano anche da fuori provincia – Belluno, Vicenza e Verona le città più gettonate – mentre localmente primeggiano gli scalatori della Val di Non e Sole». Valutazione di Fabio Leoni, responsabile del Consorzio Lavoro ed Ambiente che ha in gestione temporanea la palestra di arrampicata.

Dopo il periodo di prova, sarà indetto un bando per l'assegnazione definitiva dell'impianto. «Interessanti tecnicamente le pareti, ma abbiamo un occhio particolare anche per la sicurezza. Tutti affrontano un test di ingresso sotto gli occhi degli istruttori, che valutano il livello di preparazione dei singoli e consigliano i percorsi più adatti». L'opinione di tutti è che in una città di montagna, di tradizione alpina e sede del Festival della Montagna, non poteva non esserci una palestra di roccia invernale: «Era assurdo – osserva Cristina Bassi – che gli arrampicatori trentini dovessero andare a Bolzano o Verona per potersi allenare. Adesso è tutto più semplice. Siamo vicini alla città, c'è parcheggio facile e la palestra ha un orario che va incontro a tutte le esigenze».

L'apertura è tutti i giorni dalle 9 alle 23 e tutti possono trovare il tempo da dedicare alla scalata. Tra i tanti arrampicatori, numerosi i bambini. Davide osserva dal centro del materasso i “tanti sospesi”, poi parte. Subito timoroso sembra non riuscire ad alzarsi da terra, ma basta girare l'occhio per ritrovarselo lassù. Papà Marino scatta e lo richiama e così Tamanini senior e junior sono pronti per l'intervista: «Sono trent'anni che scalo e qui si è creato un qualcosa di unico, adatto anche per diventare una palestra di addestramento per la Sat. Sono sette in tutto il Trentino, ma questa può diventare di diritto l'ottava». E Davide cosa ne pensa? «Bello. Non arrivo dove arriva papà e non posso fare quello che fa lui. Ma mi piace lo stesso». Erika Bella è un anno che ha iniziato ad arrampicare: «Molte volte smettevo ancor prima di cominciare, pensando che dovevo andare fare tanti chilometri per trovare una palestra. Il Trentino è splendido in estate, ma in inverno c'era una lacuna che finalmente è stata colmata. Ci voleva, non potevamo pensare di essere una città alpina senza una palestra di roccia».

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