TRENTO. Andare in macchina senza possederne una. Come? Condividendola con altri e usandola, su prenotazione, solo quando se ne ha realmente bisogno. E’ la filosofia sostenibile del car sharing, che oggi debutta a Trento. Le auto (per ora 6, fra due settimane 7), sono posteggiate da ieri nelle cinque aree di sosta della città pronte per essere “prese in prestito” dai soci.
 Stamattina verranno tracciate le strisce gialle che delimiteranno le piazzole e da stasera gli iscritti al servizio potranno mettersi per la prima volta al volante.
 COME FARE. Per prima cosa è necessario iscriversi alla cooperativa Car sharing Trentino nella sede di via Brennero 98 (palazzo dell’Aci); poi sottoscrivere un abbonamento annuo di 150 euro (o quadrimestrale, di prova, a 50 euro); prenotare via internet o via telefono la vettura (fino a un massimo di 72 ore); raggiungere l’area di sosta assegnata, aprire la cassetta di sicurezza contenente la chiave dell’auto e salire in vettura. C’è anche l’abbonamento “famiglia” (per quattro persone) a 200 euro annui. Finora i soci sono 42 e i sottoscrittori di canone 3.
 PARCO AUTO E PIAZZOLE. Cinque le aree di sosta, con sette auto parcheggiate. Eccole: piazza Dante, davanti all’hotel Trento (Fiat 500), Port’Aquila (Fiat Punto), via S.Croce (Fiat Qubo, in arrivo fra due settimane), Big Center in viale Verona (Punto e Panda), via Crosina Sartori (due Punto). Nelle prime tre piazzole sono parcheggiate le auto (rosse e con scritta Car Sharing Trentino) di proprietà della cooperativa e disponibili 24 ore su 24, nelle altre due quelle date in prestito dall’Azienda sanitaria, disponibili dalle 17 alle 7 nei feriali e 24 ore su 24 sabato e festivi. Entro un anno il parco auto sarà portato a dieci vetture.
 I COSTI. Variano a seconda delle distanze percorse e dei tempi di utilizzo. La tariffa chilometrica è di 40 centesimi al Km (percorrenza inferiore a 100) e di 30 (superiore a 100), la tariffa oraria di 2 euro l’ora dalle 7 alle 22 (non si paga di notte). Il carburante è compreso. Questo significa che se vogliamo andare e tornare da Rovereto, partendo alle 8 di mattina e tornando alle 12, pagheremo 16 euro di tariffa chilometrica (40 chilometri per 40 centesimi) più la tariffa oraria di 8 euro. Totale: 24 euro. «Sembra tanto», commenta Marco Cattani, vicepresidente della cooperativa e direttore di Trentino Mobilità. «La convenienza sta nel fatto che uno non compra l’auto. E mentre a Rovereto si può andarci anche in treno, a Garniga no».
 LA FILOSOFIA. Ognuno, quindi, faccia i suoi conti. Il risparmio è sull’acquisto e sui costi fissi (dalla manutenzione al cambio gomme, fino al parcheggio). Si ritiene che il car sharing convenga quando si usa l’auto per fare meno di 10 mila chilometri l’anno. «Noi non siamo affatto sponsor dell’auto ma di un uso efficiente di essa: il nostro slogan è “l’auto furba”», precisa la presidente, Antonella Valer, mentre apre la cassetta di sicurezza davanti all’hotel Trento. «Il cittadino è indotto a valutare se gli conviene l’auto condivisa o prendere i mezzi pubblici».
 PERCHE’ FUNZIONA. Altrove questo sistema non ha funzionato. Perché dovrebbe andare bene a Trento? «Il servizio in realtà è molto apprezzato dai cittadini. Il deficit che si è verificato in altre realtà è dovuto al fatto che i costi fissi sono molto alti. Noi invece partiamo con costi bassissimi: solo 3 auto sono nostre, 4 in prestito. L’idea sarebbe che, dal quarto anno in poi, sia l’ente pubblico a usare le nostre. Dimostrando di credere nella condivisione e garantendoci una clientela fissa».