TRENTO. «Il mio partito ha sempre sostenuto che la legge elettorale non andava toccata limitandosi solo al meccanismo delle porte girevoli. E io ho depositato due disegni di legge per allargare il ragionamento, per discutere di soglia di sbarramento e criteri più precisi relativi alla trasparenza delle candidature. E sfido chiunque a sostenere che una soglia del 5%non sarebbe in grado di ridurre i costi della politica». Mauro Ottobre, consigliere provinciale del Patt, non si metterà di traverso in aula quando a fine mese il ddl unificato sull’abolizione delle porte girevoli, approvato l’altro ieri all’unanimità in Commissione, verrà esaminato dal Consiglio. Ma ribadisce la sua posizione critica sul provvedimento. Posizione condivisa l’altra sera dall’intero ufficio politico degli autonomisti.

Consigliere, perché non è d’accordo?

Perché in queste settimane si è sempre parlato solo di porta girevole, mettendo in un angolo i miei due disegni di legge che affrontavano a 360 gradi il tema della riforma della legge elettorale. Probabilmente qualcuno temeva che potessero essere emendati prevedendo la possibilità di un quarto mandato per Dellai. Ma così si svilisce il lavoro di noi consiglieri.

Forse, più semplicemente, i suoi colleghi non erano d’accordo con le sue proposte.

Che io sappia, fra i maggiori partiti nessuno aveva sollevato particolari problemi sull mie proposte. Lo ripeto: uno sbarramento del 5% falcidierebbe i monogruppi. Ci poteva stare, se il problema è quello dei costi della politica.

E quello sulla trasparenza?

Se ne parla anche a Roma, avremmo potuto anticipare provvedimenti nazionali: prevedendo per chi si candida l’obbligo di presentare la denuncia dei redditi e di avere la fedina penale pulita. Anche qui, temi più che legittimi per l’etica della politica:l’elettore deve sapere se il proprio eletto sarebbe in grado di portarsi a casa la pagnotta anche senza fare politica. E invece niente.

Non crede che tutto si spieghi con la necessità di arrivare a un teso il più possibile condiviso per accelerare i tempi della sua approvazione?

Questo posso capirlo. Resta il fatto che le modifiche alla legge elettorale approvate dalla Commissione non risolvono i problemi. Serve una riforma di maggior respiro.

Riproporrà i suoi disegni di legge?

Chiederò una corsia preferenziale, affinché vengano discussi in Commissione a gennaio.

Il Patt la sostiene?

Certo. Così ha stabilito l’ufficio politico: c’erano Panizza, Rossi... Tutti quanti la pensano così.

Come si comporterà in aula quando ci sarà da approvare l’abolizione della porta girevole?

Accetto l’intesa raggiunta a larga maggioranza. Anche se ritengo che l’effetto sarà quello di indebolire la giunta.

Ma le porte girevoli erano state introdotte per rafforzare il Consiglio.

Certo, anche il Consiglio ne risulterà indebolito. Un assessore in aula anche come consigliere ha in pratica il potere di un capogruppo. E poi mancherà il ricambio.

Vale a dire?

Facciamo l’esempio del Patt. Se si votasse oggi verrebbero eletti Rossi, Panizza e la Dominici. Chi glielo spiega agli altri 32 candidati in lista che vale la pena di mettersi in gioco? È evidente che la politica verrà vista come un affare riservato ai soliti nomi. Altro che volti nuovi.

Anche lei resterebbe fuori: nel 2008 entro in Consiglio subentrando agli assessori del Patt.

Ho sempre detto di ritenere valida questa esperienza di consigliere finché potrò fare qualcosa di positivo. Il che ora purtroppo non sta accadendo. Altrimenti, non ho nessun problema d andarmene a casa. Ho altre attività, ci mancherebbe. Da tempo la mia denuncia dei redditi è a disposizione dell’opinione pubblica. Sono altri i consiglieri che senza politica non raggiungerebbero neppure il reddito minimo vitale.

©RIPRODUZIONE RISERVATA