TRENTO. Il primo atto ufficiale a Trento, in Provincia, poi di corsa a Borgo per aprire i cancelli. Già, ieri l’Acciaieria di Borgo è rinata. L’operazione condotta dal gruppo Klesch, che ha portato alla nascita della controllata Leali Steel (45 milioni di euro investiti per rilevare le tre aziende siderurgiche dal gruppo Leali), è passata dalle carte bollate alla produzione di acciaio che ripartirà con la prima colata il 10 luglio prossimo.

Una nuova partenza che giunge in giorni difficili per l’industria Trentina (e l’aria era davvero pesante in Provincia pensando alla Whirlpool) e che dà speranze almeno alla Valsugana. «Un anno fa nessuno o quasi avrebbe immaginato che oggi avremmo presentato il piano di rilancio delle Acciaierie di Borgo e dato una risposta occupazionale ai 105 lavoratori in cassa integrazione e con un futuro davvero incerto. Il nostro impegno ha portato qui la Leali Steel, un’azienda nuova che può giovarsi della nuova legge provinciale anti crisi che la esenta dal pagamento dell’Irap per i prossimi 5 anni», ha detto compiaciuto l’assessore Olivi. «L’acciaieria di Borgo - spiega il presidente Alberto Pacher - è importante per il sistema economico trentino. In questi anni sono stati fatti interventi a schemi di protezione ambientale che la rendono in linea con gli standard più avanzati in Europa. Io credo che il futuro delle Acciaierie di Borgo passi attraverso la capacità di coniugare il livello avanzato di compatibilità tra livelli produttivi e occupazionali, e le misure a tutela dell’ambiente». Ed in tema di tutela ambientale l’ad di Leali Steel, Luca Villa, ventennale esperienza al vertice del dipartimento ambientale della austriaca Voestalpine, è stato chiarissimo: «Sono qua perché ho la certezza che i sistemi per il controllo delle emissioni sono tra i migliori al mondo nel settore, al punto che rispettano ampiamente anche i parametri trentini, che sono più bassi di quelli europei». E lancia una sorta di monito: «Noi proseguiremo l’impegno già avviato dalla precedente proprietà per un ancora maggiore controllo delle emissioni, gli altri però evitino di improvvisino esperti ambientali».

«Il nostro gruppo - sottolinea Gary Klesch proprietario del gruppo industriale da 42 aziende in 22 diversi paesi e che ieri ha incontrato a Borgo gli operai - ha già avuto modo di operare sul mercato italiano con buoni risultati. Abbiamo due stabilimenti in Italia, ad Arco (Alphacan) e a Samerate, vicino a Malpensa, specializzati nella lavorazione di plastiche. L’esperienza è positiva soprattutto in Trentino, dove ho sempre incontrato un’ottima accoglienza da parte degli interlocutori. Per questo abbiamo espresso da subito interesse per le acciaierie di Brescia e Borgo Valsugana». Ed è lo stesso proprietario del gruppo, Gary Klesch, a fissare i tempi e gli obiettivi della ripresa produttiva dello stabilimento di Borgo e dei due di Brescia: «L’attività riprende oggi, così come previsto dal contratto. Il 10 luglio è prevista la prima colata, mentre per la piena produzione dovremo attendere il mese di settembre. Il primo anno lavoreremo a ristabilire i livelli produttivi degli stabilimenti, consolidando l’azienda e la rete commerciale. Il 2014 sarà l’anno dello sviluppo delle acciaierie, grazie alle sinergie con il resto del gruppo, mentre nel 2015 lavoreremo per alzare la qualità del prodotto e ampliare la posizione sul mercato».