BORGO. Un altro anno con il contratto di solidarietà per i lavoratori dell'Acciaieria Valsugana. La crisi non demorde e il settore dell'acciaio non fa eccezione. Tanto che il contratto, in scadenza ad inizio aprile, è stato prorogato. Per altri 12 mesi. Il rinnovo dell'accordo è stato siglato nella sede di Assindustria a Trento con i vertici dell'azienda siderurgica e i delegati sindacali e dell'Rsu.

Il contratto entrerà in vigore il prossimo 4 aprile ed interesserà 108 lavoratori. «La scelta di richiedere la proroga di questa tipologia di contrattualizzazione - si legge in una nota dell'azienda - è stata valutata necessaria, nella consapevolezza di una crisi molto grave che investe il settore siderurgico e che sta registrando una notevole contrazione dell'occupazione in tutto il territorio nazionale».

Basti pensare che l'impianto di Borgo, da diverso tempo è in funzione solo 4/5 giorni al mese. Si lavora il venerdì ed il sabato, con il turno di notte ed il primo turno, quello fino a mezzogiorno. La crisi si è intensificata col mese di gennaio. L'alternativa al contratto di solidarietà è il licenziamento. L'azienda avrebbe potuto lasciare a casa 50-60 persone, invece ha deciso di ricorrere ancora alla solidarietà. In parole povere si lavora tutti ma meno. D'altro canto in questo periodo, per la Valsugana in particolare, dove è in crisi l'edilizia e diversi artigiani hanno chiuso l'attività, avere altre 50 persone a casa aggraverebbe la situazione.

«Alla difficoltà economica dell'azienda si aggiunge quella del mercato siderurgico, - spiega Luciano Remondini della Fim Cisl - ma la situazione interna è recuperabile. Per quanto riguarda il mercato da un anno si sta passando dagli acciai normali, i tondini per l'edilizia, a quelli speciali, che vanno di più e danno margini maggiori». Per questo ieri si è discusso anche di formazione. L'Acciaieria infatti attiverà corsi di riqualificazione per i propri dipendenti, mirati alla produzione degli acciai di qualità. Una cosa è certa, l'Acciaieria non chiuderà. «Il rischio di chiusura è fortunatamente escluso. I vertici aziendali hanno ribadito che l'intenzione è di tenere l'azienda in Valsugana», conclude Remondini.