BORGO. La Feralpi c'è. Il gruppo siderurgico bresciano ha formalizzato l'offerta per l'acquisto dell'Acciaieria Valsugana di Borgo, per la quale il Gruppo Leali ha presentato al tribunale richiesta di concordato. La conferma è stata data all'assessore provinciale all'industria, Alessandro Olivi, dall'amministratore delegato della Feralpi, ingegner Pasini, nel corso di un incontro che ha avuto luogo lunedì nella sede di Trentino Sviluppo a Rovereto. Un incontro dal quale l'assessore Olivi è uscito dichiarandosi «soddisfatto».

Il futuro dell'Acciaieria e dei suoi circa cento dipendenti sembra quindi farsi meno nebuloso. Anzi, le prospettive ora iniziano a sembrare decisamente volte all'ottimismo. Ed i motivi li spiega lo stesso Olivi.

«Ho avuto la conferma che il Gruppo Feralpi fa sul serio – dice l'assessore -. L'operazione è sicuramente complessa nel suo sviluppo, ma anche chiara negli obiettivi. La Feralpi non solo ha formalizzato l'offerta di acquisto dello stabilimento di Borgo, ma anche per quello, sempre del gruppo Leali, di Odolo. La complessità dell'operazione è legata proprio allo stabilimento di Odolo, la cui acquisizione subordina l'acquisto di quello di Borgo. La Feralpi dice che senza Odolo acquistare Borgo non serve. La Feralpi intende, infatti, dar vita a una nuova società che conglobi gli stabilimenti di Borgo e Odolo, funzionali l'uno all'altro, per creare una filiera per la produzione di acciai speciali, permettendo così al Gruppo di sganciare almeno una parte della propria produzione dall'edilizia». In quest'ottica, come già anticipato su questa pagina, lo stabilimento di Borgo realizzerebbe la fusione di questi acciai, mentre quello di Odolo, dotato di un laminatoio, preparerebbe le lastre per le varie applicazioni. Ma tutto questo si può realizzare? Secondo Olivi, dopo appunto l'incontro con i vertici di Feralpi, sì.

«Li ho visti ottimisti – dice l'assessore – anche se i tempi non saranno brevi. Per la pronuncia del tribunale di Brescia sulla richiesta del Gruppo Leali di concordato per lo stabilimento di Odolo ci vogliono sei–sette mesi. La Feralpi confida venga validata dal tribunale la sua proposta d'acquisto. Una volta che arriverà, la soluzione per veder riconosciuta la volontà d’acquisto per Borgo sarà più semplice». Anche perché il Gruppo Feralpi, nonostante il periodo economico difficile, occupa 1.350 dipendenti e ha chiuso il 2011 con un fatturato in crescita che ha raggiunto i 1.100 milioni di euro. E dunque, quali sono a questo punto le prospettive occupazionali a Borgo?

«Feralpi intende investire in due modi a Borgo – spiega Olivi -. Innanzitutto proseguendo l’impegno per riuscire a inserire lo stabilimento in modo compatibile con il territorio della Valsugana. In secondo luogo proprio garantendo l'occupazione, mantenendo cioè dentro la fabbrica un forte nucleo manifatturiero, sui livelli di quello attuale quindi, ma rivedendo semmai solo il settore amministrativo visto che intende concentrarlo nel Bresciano».

E qui tornano in ballo i contributi che la Provincia aveva concesso al Gruppo Leali per garantire l'abbattimento di polveri e fumi emessi dallo stabilimento. «Contributi che – sottolinea Olivi – la Feralpi, attenta alle questioni ambientali, ritiene importanti e che noi possiamo erogare a chi subentrerà alla Leali, ma dopo la definizione di clausole sociali quali il mantenimento dei livelli occupazionali. In questo caso siamo pronti a fare la nostra parte».

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