TRENTO. E' arrivata la prima condanna per Lorenc Smoqi, il cittadino albanese sotto processo per l'omicidio di Luigi Del Percio, sulle scale della biblioteca di Grigno, nel gennaio di 3 anni fa. Ieri il giudice Marco La Ganga lo ha condannato a sei mesi di prigione per aver colpito al volto con una forchettata un compagno di cella romeno, poche settimane dopo l'omicidio. Il giudice ha concesso a Smoqi le attenuanti generiche ritenendole equivalenti all'aggravvante dei futili motivi.

Il processo di ieri è importante anche in considerazione del processo d'appello per l'omicidio di Del Percio. In primo grado Smoqi era stato assolto perché venne ritenuto in grado di intendere e di volere al momento dell'omicidio. Attualmente è rinchiuso, infatti, nell'ospedale psichiatrico giudiziario di Reggio Emilia. Nel processo per la forchettata, però, il perito, il dottor Arreghini, lo ha ritenuto capace di intendere e di volere al momento dell'aggressione, appunto poco dopo l'omicidio. Questa perizia, di fatto, ha indotto i giudici d'appello ha chiedere una nuova consulenza sull'omicidio.

Per questo il processo è sospeso in attesa dei risultati della perizia attesi per aprile.  Il dottor Arreghini ha concluso, nella perizia acquisita nel processo finito ieri, che Smoqi non è pericoloso socialmente e che, probabilmente, era capace di intendere e di volere anche al momento dell'omicidio, cioè poche settimane prima della forchettata al compagno di cella. La difesa di Smoqi, sostenuta dall'avvocato Lorenzo Tornielli, ha tentato a lungo di ricusare il giudice La Ganga e ha già annunciato ricorso in Cassazione contro l'ordinanza della Corte d'appello che ha ritenuto La Ganga compatibile con il processo. La battaglia, però, appare come ancora molto combattuta e intensa.