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TRENTO. «Sono abituato a essere aiutato da chi non fa il cuoco di professione. È il nono anno che partecipo alla Prova del Cuoco in Rai dove nessuno dei partecipanti è del mestiere. Quindi, penso che anche con Adriana Volpe filerà tutto liscio». Non si preoccupa di certo Cristian Bertol, lo chef stellato dell’Orsogrigio di Ronzone che sabato 23 maggio, alle 16 nel cortile di palazzo Geremia, replicherà (per “Trentino.live”, il festival del giornale), lo show cooking dello scorso anno, certo con piatti diversi, e pure con un altro aiutante.
Se nella prima edizione del festival fu Maurizio Fondriest ad indossare grembiule e cappello d’ordinanza, quest’anno toccherà ad Adriana Volpe, la trentina che su Rai2 conduce “I fatti vostri”. Ad accompagnare la coppia, il giornalista del “Trentino” Luca Marognoli.
Come trascinerà nel suo show Adriana Volpe?
Giocherò sul filo dell’ironia. Non so se Adriana abbia dimestichezza con la cucina. In ogni caso, gli chiederò solo di seguirmi e, più che altro, di divertirsi.
Che piatti ha in mente?
È una sorpresa.
Insomma, qualche anticipazione?
Saranno tre piatti basati sulla tradizione del territorio, però rivisitati.
Coraggio, qualcosa di più.
È esplosa l’estate, quindi, come sempre, le cose cambiano di settimana in settimana. Per esempio, è “arrivato” l’aglio orsino, un aglio selvatico a foglia verde. Magari faccio qualcosa con quello. Vediamo, vediamo…
Non sia reticente.
D’accordo. Amo molto un formaggio, il crucolo della Valsugana. Faccio un piatto con quello, rivisitando una ricetta. Lo cucinerò impanato e fritto, magari con un abbinamento di crema di pomodoro crudo frullato. Un piatto alla portata di tutti perché chiunque possa poi farselo da sé, senza tanti problemi.
Partecipa da nove edizioni alla Prova del cuoco in Rai. Non si sta stufando?
Ma no. Adesso finisco a maggio. Poi si vedrà. Nei mesi successivi si prenderanno le decisioni per settembre. Non so ancora come andranno le cose, bisogna avere gli stimoli giusti. Certo, andare a Roma e partecipare ad una trasmissione così popolare è una grande fortuna, ormai l’ambiente è diventato per me un po’ come una grande famiglia. Però non ho ancora deciso, dipende dalle condizioni che mi verranno prospettate ma anche dalle motivazioni che troverò. E poi sono un papà, devo stare vicino a mio figlio.
Che voto dà alla ristorazione trentina?
Qual è l’altra domanda?
A domanda ne fa un’altra…
Non amo giudicare gli altri. Però, dai, stiamo migliorando, ma c’è ancora molto da lavorare. Dovremmo prendere esempio dall’Alto Adige dove sono molto uniti, cosa che manca in Trentino. Però non dobbiamo vederci come i cugini “poveri”, cerchiamo di tener botta e crederci, spronandoci a vicenda per fare sempre meglio.
Il suo ultimo libro di ricette, “La prova del cuore”, è andato forte in libreria. Sta pensando al “secondo piatto”?
Ne avrei voglia ma non ho il tempo. Però…
Però cosa?
Ho già scritto una quarantina di ricette, ci sto lavorando. Ne manca ancora una ventina. Come tutte le cose devo trovare gli stimoli giusti. Comunque, vado avanti. Prima o poi il libro esce, promesso.
