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TORBOLE. Volge al termine la bonifica del fondale del lago di Garda, alla foce del fiume Sarca, in direzione di Torbole, dove nel 2009 i sub dei vigili del fuoco avevano individuato numerosi spezzoni di lastre del cancerogeno cemento amianto proveniente, presumibilmente, dalla demolizione di coperture di edifici o di capannoni industriali.
Il pericoloso materiale è stato calcolato attorno ai cento metri quadrati ed al recupero è stato affidato alla Braido Sub di Trento, una ditta specializzata nel settore subacqueo che opera con apparecchiature d'avanguardia, della Vrm di Maderno di Angelo e Daniel Modina.
Si tratta di padre e figlio che vantano un'esperienza ultradecennale in campo nautico con ricerche di vario genere (reperti, studi ittiologici ed altro) tanto che hanno acquisito una notevole notorietà. Tra l'altro sono stati gli "scopritori" a notevole profondità del "mostro del Garda", una vicenda non ancora chiarita ma che in compenso ha suscitato un enorme clamore ed interesse con periodici servizi della stampa e della televisione.
Tornando al recupero dei consistenti residui di cemento amianto nelle acque torbolane, i Modina operano a bordo di un motoscafo, il "Cap. Nemo" (pilotato da Mauro Gambini), appositamente attrezzato, dal quale telecomandano un Rov, un veicolo motorizzato dotato di sonar per visionare i fondali tramite un video e di un manipolatore (una grande pinza) che consente di raccogliere il materiale o il reperto desiderato per poi portarlo a bordo del natante.
«Il nostro Rov ha la possibilità di scendere a notevoli profondità - rammenta Angelo Modina - e ciò ha consentito di raccogliere i pezzi di amianto cemento finiti molto in basso in quanto è noto che dalla riva i fondali del Garda scendono molto rapidamente, mentre gli spezzoni più vicini al lungolago torbolano distavano una cinquantina di metri.
Il recupero non è stato problematico perché abbiamo seguito la mappatura delle lastre che era stata effettuata quattro anni fa dai sub dei vigili del fuoco, risultata molto precisa perché si erano basati sui rilevamenti Gps, ossia con la "guida" satellitare. Tutto il materiale sarà smaltito dalla Ecopera di Vezzano. Sulla provenienza dell' amianto cemento ci sono varie ipotesi. A mio parere, la più probabile è che sia avvenuta a seguito di una delle periodiche "piene" del Sarca che trasportano fino alle foci materiale di ogni genere e quello pesante, come il cemento amianto, si deposita a raggiera nei vicini fondali. Ringrazio il Circolo Vela Torbole per il supporto ricevuto».
