ROVERETO. E' rientrato il piano di alleggerimento di Arcese: ieri mattina al ministero del lavoro i sindacati confederati hanno firmato l'accordo con l'azienda, che ha ritirato la richiesta di mobilità per 240 dipendenti. In luogo dei licenziamenti, verrà invece applicata la cassa integrazione straordinaria per un anno a rotazione settimanale o bisettimanale.

La riunione di ieri a Roma era stata richiesta dai sindacati confederati e l'esito è stato soprendente: «Nessun dipendente resterà a casa» commenta a caldo Giuseppe La Porta, segretario generale della Fit-Cisl di Trento. «I lavoratori rimarranno tutti in azienda, grazie al ricorso alla cassa integrazione straordinaria. Ciò ci permette di guadagnare un anno, che non è poco». Ma se alla fine dell'anno di cassa non ci sarà lavoro, è l'obiezione ovvia, per i 240 lavoratori "salvati" si profilerà comunque la mobilità. «Innanzitutto questo passaggio ci consente di sperare che il prossimo anno la prospettiva per il settore dell'autotrasporto sia migliore di quella attuale. Se il mercato si riprende, non è un'eventualità impossibile. Comunque siamo soddisfattissimi, questa è una risposta indiretta ai sindacati autonomi - il riferimento ai Cobas è più che evidente, ndr - che ci avevano accusato di cospirare nell'ombra. Invece abbiamo lavorato con serietà e costanza, e quello che portiamo a casa è un bel risultato» chiude La Porta.

Nel dettaglio, il nuovo piano prevede che la cassa integrazione vada a toccare 190 autisti su un totale di 383, 40 impiegati su un totale di 389 e solo 10 dei 73 operai di Arcese. La cassa sarà organizzata a rotazione settimanale o bisettimanale, vale a dire che ognuno resterà a casa per 7 o 14 giorni per poi rientrare e venire sostituito da un altro lavoratore.

Anche l'assessore all'industria Alessandro Olivi saluta con favore il "salvataggio" dei 240 posti di lavoro. «E' quello che avevamo chiesto, senza isterismi, già all'annuncio-choc dei 240 esuberi. Ci chiedevamo come mai prima di mettere sulla strada i lavoratori non erano stati utilizzati gli ammortizzatori sociali previsti dalla legge. In questa trattativa è stato fondamentale il ruolo della politica e dei sindacati nazionali». Ma avverte: «E' una notizia positiva, un passetto avanti, ma non significa che il problema sia superato. Durante l'anno di cassa integrazione diventa fondamentale per Arcese fare scelte strutturali per riposizionarsi sul mercato, diventando cioè una piattaforma industriale che punti sulla logistica e sull'intermodalità. Gli investimenti già fatti sul polo di Arco danno solidità, ma il settore dell'autotrasporto è in fortissima crisi. Però, se Arcese terrà fede agli impegni, non faremo mancare il nostro apporto».