ROVERETO. Quando Andrea Faustini colpì a morte il sagrestano Luigi Andreolli, il 10 marzo dello scorso anno, non era in grado né di intendere né di volere. Per questo, ieri mattina, nella prima udienza preliminare, il gup Monica Izzo ha assolto il giovane dall’accusa di omicidio volontario pluriaggravato e ha disposto che nei confronti di Faustini, considerato soggetto socialmente pericoloso, venga applicata la misura di sicurezza presso un ospedale psichiatrico giudiziario di minimo 5 anni.

All’udienza, che è stata assai breve, era presente anche Faustini, attualmente ospite in una struttura sanitaria a Reggio Emilia e assistito come sempre dall’avvocato Nicola Canestrini, che ha presentato istanza di rito abbreviato. Richiesta che è stata accolta dal Gup e che è stata seguita da una dichiarazione spontanea del giovane. Poche parole, quelle di Faustini, per esprimere il profondo dolore per quanto accaduto. «Vivere con questo rimorso – ha detto – è già una pena». D’altra parte, nei mesi scorsi, sia la perizia affidata dal gip RiccardoDies al professor Gianfranco Rivellini che quella del dottor Felice Ficco, cui s’era affidata la difesa, dicevano che il trentaseienne Faustini era un soggetto schizofrenico paranoico, paranoide e socialmente pericoloso e, quindi, non imputabile. Per questo - sulla base di una norma che stabilisce che qualora il reato commesso preveda una pena superiore a 10 anni di carcere - il giudice Izzo ha disposto che Faustini venga curato in una struttura psichiatrica per un minimo di 5 anni. Questo non vuol certo dire che nel 2018, il trentaseienne possa tornare automaticamente in libertà. Al termine del quinquennio, infatti, la sua salute mentale verrà rivalutata da un giudice di sorveglianza competente - e questo accadrà anno dopo anno – che, sulla base della documentazione medica, stabilirà se le condizioni di Faustini consentano il suo ritorno in libertà. Ipotesi che, al momento, appare remota. Ieri, in tribunale, non erano parenti i familiari della vittima che nei mesi scorsi si erano rivolti ad un avvocato senza poi costituirsi parte civile e senza nemmeno richiedere un risarcimento.

Quel 10 marzo, il corpo senza vita di Andreolli fu rinvenuto dall'organista della chiesa di Santa Maria, entrando nel chiostro. Gli inquirenti ricostruiranno poi le fasi dell’omicidio, avvenuto al culmine di una lite con Faustini iniziata nell’appartamento del sessantaduenne sagrestano.

L'uomo aveva cercato di fuggire correndo lungo le scale ma era stato raggiunto da alcune coltellate che lo avevano tramortito. Poi Faustini s’era accanito su di lui colpendolo con estrema violenza al capo, uccidendolo. La caccia all’assassino parte subito e, poco dopo, i carabinieri trovano Andrea, anche lui assai noto in città e con alle spalle una lunga storia di disagio psichico, in una via del centro storico con i vestiti ancora sporchi di sangue. Il giallo era stato subito risolto.

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