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TRENTO. L’Ad di Fiat Chrysler Sergio Marchionne, qualche settimana fa a Rovereto, aveva detto a chiare lettere di non credere che il futuro avrebbe sorriso a questo genere di autovetture. In Provincia, a quanto pare, la pensano diversamente. Al lodevole piano per la mobilità elettrica mancavano le ruote per muoverlo, ovvero le risorse. Ieri la giunta ha presentato la fase b, annunciando di essere pronta a mettere sul tavolo una prima tranche di 300 mila euro per alleggerire la fattura di chi vorrà acquistare un’auto elettrica o un mezzo ibrido: per la prima scelta, dal primo di novembre, ci saranno a disposizione 6 mila euro, mentre per la seconda opzione il contributo è di 4 mila euro.
La decisione è stata presentata con giusta soddisfazione dall’assessore alla mobilità Mauro Gilmozzi per l’occasione affiancato dalla presidente dei concessionari automobilistici trentini, Camilla Girardi: «Per attuare questa fase era importante che ci fosse l’assenso di chi le auto le vende ed ora stiamo allargando la collaborazione con un numero ogni giorno maggiore di concessionari. Per il momento sono sei, ne arriveranno altri».
I cittadini e gli enti privati, tra i quali le onlus, che non svolgano attività d'impresa e residenti in Trentino, possono rivolgersi direttamente ai concessionari di autoveicoli che abbiano sottoscritto la convenzione con la Provincia autonoma di Trento. Allo stato attuale in provincia di Trento sono oltre 1000 i veicoli elettrici e ibridi (la quasi totalità degli autoveicoli è ibrida).
L'obiettivo è quello di raggiungere oltre 10.000 veicoli fra elettrici e ibridi plug-in nel 2025: «Si tratta di un primo tassello concreto - dice Mauro Gilmozzi - di attuazione del piano per la mobilità elettrica attraverso il quale vogliamo promuovere il cambiamento delle modalità abituali di spostamento dei cittadini attraverso incentivi e l'applicazione di soluzioni sostenibili, nel rispetto dell'ambiente, della salute, del clima e della sicurezza, volte a migliorare la qualità di vita presente e futura». Il piano provinciale della mobilità si pone l'obiettivo di concorrere al raggiungimento, da parte della mobilità sostenibile, di una quota del 60% degli spostamenti entro il 2030 e comunque di privilegiare la mobilità individuale a basso impatto ambientale».
Nel frattempo sarà sviluppata la rete infrastrutturale di ricarica su tutto il territorio favorendo la facilità di accesso con sistemi di pagamento aperti e garantendo uniformità nella distribuzione su tutto il bacino provinciale. E' previsto un maggior numero di colonnine di ricarica, che attualmente in provincia sono 65, ma che già alla fine dell'anno prossimo potrebbero essere quasi 400 e nel 2025 i punti di ricarica per le auto elettriche dislocati sul territorio potrebbero arrivare a 2500. Grazie agli incentivi provinciali, ad esempio, aumenterà il numero delle cosiddette "wallbox" ovvero ricariche elettriche domestiche con un costo dell'energia agevolato. Il prossimo passo? Premiare le azienda che metteranno bici elettriche a disposizione dei propri dipendenti.
(g.t.)
La decisione è stata presentata con giusta soddisfazione dall’assessore alla mobilità Mauro Gilmozzi per l’occasione affiancato dalla presidente dei concessionari automobilistici trentini, Camilla Girardi: «Per attuare questa fase era importante che ci fosse l’assenso di chi le auto le vende ed ora stiamo allargando la collaborazione con un numero ogni giorno maggiore di concessionari. Per il momento sono sei, ne arriveranno altri».
I cittadini e gli enti privati, tra i quali le onlus, che non svolgano attività d'impresa e residenti in Trentino, possono rivolgersi direttamente ai concessionari di autoveicoli che abbiano sottoscritto la convenzione con la Provincia autonoma di Trento. Allo stato attuale in provincia di Trento sono oltre 1000 i veicoli elettrici e ibridi (la quasi totalità degli autoveicoli è ibrida).
L'obiettivo è quello di raggiungere oltre 10.000 veicoli fra elettrici e ibridi plug-in nel 2025: «Si tratta di un primo tassello concreto - dice Mauro Gilmozzi - di attuazione del piano per la mobilità elettrica attraverso il quale vogliamo promuovere il cambiamento delle modalità abituali di spostamento dei cittadini attraverso incentivi e l'applicazione di soluzioni sostenibili, nel rispetto dell'ambiente, della salute, del clima e della sicurezza, volte a migliorare la qualità di vita presente e futura». Il piano provinciale della mobilità si pone l'obiettivo di concorrere al raggiungimento, da parte della mobilità sostenibile, di una quota del 60% degli spostamenti entro il 2030 e comunque di privilegiare la mobilità individuale a basso impatto ambientale».
Nel frattempo sarà sviluppata la rete infrastrutturale di ricarica su tutto il territorio favorendo la facilità di accesso con sistemi di pagamento aperti e garantendo uniformità nella distribuzione su tutto il bacino provinciale. E' previsto un maggior numero di colonnine di ricarica, che attualmente in provincia sono 65, ma che già alla fine dell'anno prossimo potrebbero essere quasi 400 e nel 2025 i punti di ricarica per le auto elettriche dislocati sul territorio potrebbero arrivare a 2500. Grazie agli incentivi provinciali, ad esempio, aumenterà il numero delle cosiddette "wallbox" ovvero ricariche elettriche domestiche con un costo dell'energia agevolato. Il prossimo passo? Premiare le azienda che metteranno bici elettriche a disposizione dei propri dipendenti.
(g.t.)
