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PERGINE. Meno due al ballottaggio. Meno due alla sfida tra Marco Osler, candidato a sindaco della coalizione di centro sinistra autonomista (Upt, Patt, Socialisti e La Stella) e Roberto Oss Emer appoggiato dalle tre civiche (Civica, Città e Patto). Domenica dalle 7 alle 22 si deciderà chi tra i due sarà sindaco per i prossimi due anni. Una legislatura ridotta, particolare nei contenuti quindi, ma in ogni caso rilevante per il futuro di una borgata ritrovatasi (suo malgrado ma non troppo) ad essere città.
Ieri mattina Osler e Oss Emer sono stati ospiti nella sede del Trentino per un faccia a faccia dai toni pacati sì, ma spesso polemici. Ma andiamo con ordine...
Chi è il favorito? Oss Emer al riguardo non ha dubbi: «Il favorito e Osler. Io parto dai cinque punti percentuali in meno del primo turno, ma con la consapevolezza che posso farcela». Quanto ad Osler, con diplomazia regala un «ne parliamo lunedì» che sembra sottacere la consapevolezza della propria posizione.
Appoggi esterni? In città circolano a destra ed a manca voci di accordi segreti. Soprattutto a proposito di Oss Emer: «Ma quali accordi segreti - sbotta il candidato delle civiche - Non esiste nessun accordo ufficiale o sottobanco che sia. E dunque non ho promesso sedie in giunta e alla presidenza della Stet e chicchessia. Tantomeno al Pd. Con gli schieramenti degli esclusi dal ballottaggio, Verdi esclusi, che hanno declinato l’invito, ho semplicemente avuto un incontro nel corso del quale ho presentato il mio programma. Quando poi si tira in ballo Lazzeri e Alternativa Pergine Futura basta solo ricordare che su Facebook Diego Pintarelli, non uno qualsiasi, ha dato una chiara indicazione di voto ai suoi: votate Osler». Osler da parte sua incassa l’indicazione di Pintarelli: «E’ vero, anche a me, che non uso Facebook, hanno riferito di questa indicazione di voto». E ricorda che «con il Pd ci siamo trovati l’ultima volta venerdì sera e una volta tramontata da parte nostra l’ipotesi di apparentamento, in quanto vogliamo mantenere la linea maturata prima delle elezioni con la l’intenzione di ricomporre il rapporto nei prossimi due anni, abbiamo offerto loro la possibilità del sostegno esterno ufficiale, al quale hanno risposto attaccandoci duramente. Ed è tramontata pure l’ipotesi di appoggio esterno dei Verdi».
Vecchio e nuovo. Oss Emer non ha dubbi, guarda Osler e dice: «Ma se sei stato assessore per anni... Io sono qua quasi per caso. Ero a una riunione, ho detto qualche cosa, poi mi hanno coinvolto ed eccomi qua. Non ho mai fatto politica e non ne faccio nemmeno ora. Le comunali a Pergine sono altra cosa rispetto a elezioni provinciali o nazionali. Le civiche rappresentano un modo nuovo, diverso, trasversale ai partiti e fuori dagli schemi per amministrare la città. La gente vuole cambiamento e la mia persona lo rappresenta». «Sono stato individuato dalla colazione - sottolinea invece Osler - essenzialmente perché c’era un mandato da concludere. Ho esperienza, con 13 anni da assessore e vice sindaco. La mia esperienza serve quindi per portare a termine gli obiettivi fissati nel 2009 e con l’impegno di ritrovare l’amalgama per portare avanti un programma oltre questi due anni. In un Comune da 21mila abitanti credo debba essere rappresentati dei valori che portano i partiti politici. Il Comune non può permettersi di uscire troppo dagli schemi».
Legislatura corta. «Ci sono appunto da concludere dei progetti avviati secondo una visione che arriva due anni prima del 2009», sostiene Osler. «Si dovranno affrontare alcune priorità che non hanno colore politico - spiega Oss Emer - tenendo conto che per i primi sei mesi non sarà possibile trovare risposte e risorse da parte di una Provincia alle prese con elezioni e avvio della nuova giunta».
I nodi cruciali. «Oltre a terminare quello già avviato e che gli uffici mandano avanti senza bisogno di una guida, si dovrà risolvere il problema del lavoro, evitare sprechi di territorio, trovare una soluzione per l’area ex Cederna, far partire il nuovo Villa Rosa e affrontare la questione San Cristoforo», spiega Oss Emer. «Molte cose, infatti, sono già avviate - replica Osler -, ma aggiungo che gli uffici hanno bisogno di una guida, di ricevere gli indirizzi della propria amministrazione. Poi faccio mie le parole di D’Alterio che dice di aver scelto di vivere a Pergine per la qualità della vita, dei suoi servizi. Le questioni da risolvere sono note. Sulla Cederna, per esempio, dico che va rivisto il progetto considerando la situazione di crisi attuale pensandola come sede di servizi e società quali, ad esempio la partecipata Amnu spa».
Perché votarla? «Perché sono il vero volto nuovo», sintetizza Roberto Oss Emer. «Perché porto l’esperienza di chi ha amministrato la cosa pubblica», conclude Marco Osler.
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