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TRENTO. Giornata ad alta tensione nella maggioranza provinciale sul caso Baratter, dopo la condanna per corruzione elettorale degli Schuetzen protagonisti del patto pre-elettorale in cui era coinvolto anche il consigliere del Patt (che ha evitato la condanna chiedendo e ottenendo la messa alla prova). In una riunione questa mattina, prima della seduta di consiglio, Pd e Upt hanno chiesto al Patt di farsi carico di un problema politico che investe l'intera maggioranza, chiedendo un segnale a Baratter.
In aula sono arrivate le bordate delle opposizioni. Fugatti: "Maggioranza garantista per questioni di numeri, Rossi venga in aula a spiegare". Cia: "I cittadini ci guardano, la maggioranza chiarisca o finiremo tutti schiacciati". Degasperi: "Il M5s ci ha messo la faccia, la politica prenda atto di quanto è successo, la campagna elettorale 2013 è stata potenzialmente inquinata".
Silenzio dai banchi della maggioranza. Il Patt ha riunito la segreteria politica e il gruppo consiliare, ma alla fine è stato partorito un topolino, ovvero l'invito a Baratter "a tenere un comportamento adeguato al ruolo rivestito". Detto, fatto: il consigliere ha rimosso la vignetta che aveva postato all'indomani della sentenza, con Lucy che dichiara "Non ti curar di loro ma guarda e passa... poi metti la retromarcia e schiaccia". Post che in molti avevano giudicato un atteggiamento arrogante poco adatto alla situazione. "Comprendo il disagio creato con il post della "vignetta" che ho appena provveduto a togliere. Non era mia intenzione generare imbarazzo a nessuno", ha scritto Baratter su Facebook.
Ma non è detto che la rimozione di una vignetta basti a Pd e Upt.
