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trento. Anche nel mezzo della natura selvaggia aggiornare i social può essere fondamentale. «Non sai come andare avanti, se c’è ghiaccio o no e devi preoccuparti del Wi-Fi». Certo, Jack London, ai tempi suoi, non ci avrebbe mai pensato. «Ma oggi bisogna fare video, foto, aggiornare Facebook… È un lavoro a sé. Se hai degli sponsor, non puoi non farlo, ce l’hai nel contratto!»
Maurizio Belli è istruttore di pilates a Sopramonte (è uno del clan Belli, quelli della macelleria). Ma negli anni è riuscito a trasformare la sua passione in un lavoro. Dal ‘93 in qua viaggia su e giù per Canada e Alaska. L’ultima sua impresa, tra febbraio e aprile, assieme all’amico Fulvio Giovannini, è stata attraversare l’Alaska da nord a sud, da Fort Yukon a Anchorage, attraverso piste per la caccia ai lupi, boschi popolati da alci e risalendo il corso di fiumi ghiacciati. In totale 55 giorni 1300 chilometri, come da Trento a Reggio Calabria attraverso un territorio vasto cinque volte l’Italia e popolato come il Trentino – la Rai ne farà presto un documentario. Il tutto è stato possibile grazie a due anni di organizzazione (alcuni studenti di ingegneria a Mesiano gli hanno persino progettato un curioso trabiccolo a metà tra una slitta e un carretto, con le ruote smontabili).
«Il viaggio è solo la punta dell’iceberg, sotto c’è un grandissimo lavoro di preparazione» racconta. Ma quanto può costa un’impresa così? «70/80 mila euro, per questo servono gli sponsor» dice indicando il suo cappellino con la scritta «Porfido Trentino», il principale. Cosa mangiavate? «Trentingrana e salumi Belli» scherza, e aggiunge «burro, che è molto calorico, cioccolata e tante minestre liofilizzate». Perché lo fai? «La mia scintilla è stata la storia di mio nonno, che da Sopramonte era andato nello Yukon durante la corsa all’oro. Ma soprattutto tanta passione per lo sport. Ho dedicato la mia vita all’Alaska». Sei sposato? «No…». Volevo chiederti tua cosa dice tua moglie quando sei via… cosa ti dicono gli amici? «Tutti mi dicono che sono molto fortunato».
Maurizio Belli è istruttore di pilates a Sopramonte (è uno del clan Belli, quelli della macelleria). Ma negli anni è riuscito a trasformare la sua passione in un lavoro. Dal ‘93 in qua viaggia su e giù per Canada e Alaska. L’ultima sua impresa, tra febbraio e aprile, assieme all’amico Fulvio Giovannini, è stata attraversare l’Alaska da nord a sud, da Fort Yukon a Anchorage, attraverso piste per la caccia ai lupi, boschi popolati da alci e risalendo il corso di fiumi ghiacciati. In totale 55 giorni 1300 chilometri, come da Trento a Reggio Calabria attraverso un territorio vasto cinque volte l’Italia e popolato come il Trentino – la Rai ne farà presto un documentario. Il tutto è stato possibile grazie a due anni di organizzazione (alcuni studenti di ingegneria a Mesiano gli hanno persino progettato un curioso trabiccolo a metà tra una slitta e un carretto, con le ruote smontabili).
«Il viaggio è solo la punta dell’iceberg, sotto c’è un grandissimo lavoro di preparazione» racconta. Ma quanto può costa un’impresa così? «70/80 mila euro, per questo servono gli sponsor» dice indicando il suo cappellino con la scritta «Porfido Trentino», il principale. Cosa mangiavate? «Trentingrana e salumi Belli» scherza, e aggiunge «burro, che è molto calorico, cioccolata e tante minestre liofilizzate». Perché lo fai? «La mia scintilla è stata la storia di mio nonno, che da Sopramonte era andato nello Yukon durante la corsa all’oro. Ma soprattutto tanta passione per lo sport. Ho dedicato la mia vita all’Alaska». Sei sposato? «No…». Volevo chiederti tua cosa dice tua moglie quando sei via… cosa ti dicono gli amici? «Tutti mi dicono che sono molto fortunato».
