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TRENTO. Qualcosa si muove al Magnete. Nei prossimi giorni partirà l'analisi ambientale delle aree inquinate dai vecchi stabilimenti industriali, i terreni lungo via Untervegher che il Comune acquisirà dai privati per farne spazi verdi. «È la premessa per cominciare a risarcire il quartiere», spiega l'assessore all'urbanistica Paolo Biasioli. «Servirà tempo ma gli interventi arriveranno, anche su via Brennero dove faremo gli attraversamenti pedonali per collegare i Solteri». E il vicesindaco guarda avanti, al progetto Gregotti per Trento Nord: «Non sarà un recinto, è stato corretto per favorire la ricucitura dei quartieri».
Assessore Biasioli, a che punto è la trattativa con i privati?
È cominciata un anno fa e oggi abbiamo in mano un piano di analisi ambientale che è stato accolto dal Servizio ambiente del Comune. Nei prossimi giorni partiranno i carotaggi che dovranno stabilire il grado di inquinamento. È un lavoro che durerà circa 6 mesi.
Cosa vi aspettate di trovare sotto terra?
Era stata accertata una presenza di idrocarburi, evidentemente legata alla passata presenza industriale della zona. Se ci saranno parametri fuori norma, saranno i privati a bonificare i terreni. Noi acquisiremo le aree disinquinate.
Da anni avete stanziato 100 mila euro per la riqualificazione del Magnete, ancora bloccati perché non siete proprietari dei terreni. Oggi che tempi si possono prevedere?
Contemporaneamente all'analisi dei terreni si sta procedendo con i frazionamenti delle aree. In questo anno non ho mai voluto intervenire sull'argomento perché non mi piace fare promesse sui tempi che poi non possono essere mantenute. Oggi dico che l'analisi ambientale sarà la premessa per la riqualificazione.
Da cosa si comincerà per risarcire gli abitanti del Magnete?
Alcune cose si potranno fare in tempi più rapidi, come la riqualificazione degli spazi verdi, anche se bisognerà fare attenzione a spianare la collinetta che fa da barriera con la ferrovia. Poi occorrerà pensare alla mobilità. La nuova bretella da Lavis alla Trento Rocchetta permetterà di ridurre il traffico su via Brennero e consentirà di realizzare attraversamenti sicuri tra il Magnete e i Solteri.
L'interramento di via Brennero di cui si è tanto parlato resterà solo un sogno?
Realisticamente penso che potrà essere realizzato in qualche tratto. Interamente no, in questa fase è un'utopia.
Guardando indietro, agli errori compiuti, c'è chi - come la circoscrizione e l'architetto Toffolon - giudica il progetto Gregotti «la pietra tombale» su Trento Nord. Cosa risponde?
Sarebbe facile per me giudicare cosa si è sbagliato in passato. Per me l'idea di riqualificare le aree industriali dismesse è positiva perché una città deve crescere riconvertendo se stessa senza occupare nuove aree. Oggi c'è una maggiore sensibilità alla qualità dell'abitare e io sono convinto che il progetto Gregotti aiuterà a rimediare agli errori del passato.
Come?
Quel piano è stato riveduto e corretto rispetto alla prima versione: il mega centro commerciale interrato non ci sarà e soprattutto sono stati pretesi dei collegamenti nord-sud ed est-ovest. Dal Magnete i percorsi pedonali confluiranno sulla Carbochimica e raggiungeranno il nuovo parco pensato dall'architetto Gregotti.
Per vederlo però serviranno forse decenni. Cosa si sente di dire oggi agli abitanti del Magnete?
Capisco bene che qualcuno possa essere sfiduciato. Il problema nell'urbanistica sono i tempi. Da un lato ci sono i grandi scenari, come l'interramento della ferrovia, che subiscono gli effetti della crisi finanziaria e vanno ripensati, a volte accantonati. Dall'altra c'è la gente che al Magnete vive da 10 anni. Posso dire che alcuni interventi si potranno fare in tempi relativamente brevi. Abbiamo cominciato. In quel quartiere ho respirato una voglia di costruire comunità che, diversamente dai paesi, non è scontata. È uno stimolo in più per il Comune a migliorare quella realtà.
Assessore Biasioli, a che punto è la trattativa con i privati?
È cominciata un anno fa e oggi abbiamo in mano un piano di analisi ambientale che è stato accolto dal Servizio ambiente del Comune. Nei prossimi giorni partiranno i carotaggi che dovranno stabilire il grado di inquinamento. È un lavoro che durerà circa 6 mesi.
Cosa vi aspettate di trovare sotto terra?
Era stata accertata una presenza di idrocarburi, evidentemente legata alla passata presenza industriale della zona. Se ci saranno parametri fuori norma, saranno i privati a bonificare i terreni. Noi acquisiremo le aree disinquinate.
Da anni avete stanziato 100 mila euro per la riqualificazione del Magnete, ancora bloccati perché non siete proprietari dei terreni. Oggi che tempi si possono prevedere?
Contemporaneamente all'analisi dei terreni si sta procedendo con i frazionamenti delle aree. In questo anno non ho mai voluto intervenire sull'argomento perché non mi piace fare promesse sui tempi che poi non possono essere mantenute. Oggi dico che l'analisi ambientale sarà la premessa per la riqualificazione.
Da cosa si comincerà per risarcire gli abitanti del Magnete?
Alcune cose si potranno fare in tempi più rapidi, come la riqualificazione degli spazi verdi, anche se bisognerà fare attenzione a spianare la collinetta che fa da barriera con la ferrovia. Poi occorrerà pensare alla mobilità. La nuova bretella da Lavis alla Trento Rocchetta permetterà di ridurre il traffico su via Brennero e consentirà di realizzare attraversamenti sicuri tra il Magnete e i Solteri.
L'interramento di via Brennero di cui si è tanto parlato resterà solo un sogno?
Realisticamente penso che potrà essere realizzato in qualche tratto. Interamente no, in questa fase è un'utopia.
Guardando indietro, agli errori compiuti, c'è chi - come la circoscrizione e l'architetto Toffolon - giudica il progetto Gregotti «la pietra tombale» su Trento Nord. Cosa risponde?
Sarebbe facile per me giudicare cosa si è sbagliato in passato. Per me l'idea di riqualificare le aree industriali dismesse è positiva perché una città deve crescere riconvertendo se stessa senza occupare nuove aree. Oggi c'è una maggiore sensibilità alla qualità dell'abitare e io sono convinto che il progetto Gregotti aiuterà a rimediare agli errori del passato.
Come?
Quel piano è stato riveduto e corretto rispetto alla prima versione: il mega centro commerciale interrato non ci sarà e soprattutto sono stati pretesi dei collegamenti nord-sud ed est-ovest. Dal Magnete i percorsi pedonali confluiranno sulla Carbochimica e raggiungeranno il nuovo parco pensato dall'architetto Gregotti.
Per vederlo però serviranno forse decenni. Cosa si sente di dire oggi agli abitanti del Magnete?
Capisco bene che qualcuno possa essere sfiduciato. Il problema nell'urbanistica sono i tempi. Da un lato ci sono i grandi scenari, come l'interramento della ferrovia, che subiscono gli effetti della crisi finanziaria e vanno ripensati, a volte accantonati. Dall'altra c'è la gente che al Magnete vive da 10 anni. Posso dire che alcuni interventi si potranno fare in tempi relativamente brevi. Abbiamo cominciato. In quel quartiere ho respirato una voglia di costruire comunità che, diversamente dai paesi, non è scontata. È uno stimolo in più per il Comune a migliorare quella realtà.
