VALLE DEI LAGHI. Mentrea Cadino procedono i lavori per il biodigestore anaerobico (dovrebbe entrare in funzione entro la fine dell’anno), in Valle dei Laghi prosegue a grandi passi, attraverso gruppi di lavoro rappresentativi dei Comuni e della realtà sociale e civile della zona, il percorso partecipato, finanziato dalla Provincia (20.000 euro circa) nell’ambito dell’Accordo di programma per la possibile realizzazione di un biodigestore della capacità di circa 12.000 tonnellate annue a servizio del Trentino sud/occidentale.

Questa sera, a Vezzano, è in programma il “forum finale”, nel corso del quale vengono presentati gli esiti dei precedenti 4 incontri, oltre al bilancio della visita al biodigestore di Cesena. Come è stato ribadito dal vicepresidente Alberto Pacher nel corso di una recente audizione alla terza commissione legislativa, si sta attendendo la risposta della Comunità della Valle dei Laghi, che si è offerta di ospitare sul suo territorio (qualora non emergano controindicazioni) la struttura per il trattamento della frazione umida dei rifiuti. La decisione sarà espressa alla fine di questo percorso e vede già i 6 Comuni di fatto schierati per il sì.

Il nocciolo della questione è, però, legato alla localizzazione dell’ impianto. Si è scandagliato il territorio, arrivando alla fine a segnalare 2–3 siti “papabili”, in aree periferiche della valle (a nord fra Vezzano e Terlago e a sud nell’alta valle di Cavedine) e giocherà un ruolo fondamentale l’atteggiamento di quel Comune, che, magari per un supposto vantaggio economico, punterà ad accogliere il biodigestore.

Rimane, poi, la questione della società (pubblica o privata o mista) a cui affidare realizzazione e gestione dell’eventuale impianto, una questione che tante discussioni aveva sollevato nel 2009 nel quadro del «Biodigestore alla Predera di Lasino».

Dopo un’iniziale discussione, è calato sulla questione il silenzio e anche la proposta di Asia (l’azienda di igiene ambientale che gestisce la raccolta rifiuti per i Comuni dell’ex C5) di sottoscrivere delle quote di partecipazione della società pubblico-privata di Bioenergia Trentino srl (quella di Cadino) non ha suscitato interesse fra le amministrazioni comunali, probabilmente nell’ottica di sostenere l’ eventuale realizzazione del biodigestore in Valle dei Laghi.

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