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STORO. Nulla è ancora deciso, ma la realizzazione di un biodigestore a Storo è data ormai dai bookmaker per assai probabile. A confermarlo l’assessore della Comunità di Valle con delega in materia di rifiuti Daniele Tarolli. «Stiamo seriamente pensando di realizzare a Storo un biodigestore, ovvero un impianto che possa trasformare tutti i rifiuti dell’umido che vengono prodotti in Giudicarie e magari anche nella zona di Riva ed Arco», spiega l’ingegnere originario di Castel Condino che, oltre all’importante incarico in Comunità, ha candidato alle passate elezioni comunicali a supporto dello schieramento del sindaco storese Vigilio Giovanelli.
«Nulla è ancora deciso; ora dovremo fare tutta una serie di verifiche, business plan compreso, e soprattutto toccherà agli amministratori storesi pronunciarsi – aggiunge Tarolli – ma l’idea è proprio quella di fare un nuovo, moderno e sicuro impianto di smaltimento dei rifiuti umidi nei pressi del depuratore di Storo. Oggi la nostra Comunità produce complessivamente 10 mila tonnellate di rifiuti umidi e questi per essere smaltiti devono essere portati a Padova, con un costo enorme. Perché non possiamo smaltirli qui da noi?». I conti, secondo l’assessore, sono presto fatti: 90 euro a tonnellata sono una bella cifra, soprattutto se si conta che oltre ai costi di trasporto si devono contare anche quelli per lo smaltimento. «E il camion bisogna pagarlo sia quando va in Veneto carico, sia quando torna vuoto. E intanto consumiamo diesel e inquiniamo», sottolinea ancora Daniele Tarolli.
Sono proprio questi i motivi che hanno spinto la Comunità di Valle, in concerto con la Provincia, a valutare questa ipotesi. A dire il vero sentendo gli amministratori dei comuni vicini il progetto viene ormai dato per sicuro e scontato, mentre il sindaco di Storo Vigilio Giovanelli nei giorni scorsi aveva evidenziato come non fosse stato deciso ancora nulla. Di parere analogo anche Laura Danieli, l'assessore comunale competente in materia di rifiuti che qualche tempo fa ha avuto modo di andare ad Innsbruck per visitare il biodigestore realizzato all’interno della città. «E’ un impianto sicuro, che lavora in depressione e quindi non produce odori. All’esterno appare come un normalissimo capannone, ma in realtà essendo chiuso ermeticamente, lavora in sicurezza senza alcun rischio per la cittadinanza», spiega ancora Daniele Tarolli. L’impianto utilizzerebbe l’acqua del depuratore per far macerare e fermentare l’umido: se ne potrebbero ricavare gas metano ed una sostanza organica da usare poi come compost. «E inoltre potremmo creare posti di lavoro per 2-3 persone», spiega ancora l’assessore di Comunità.
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