BOLZANO. Autonomie speciali da abolire? «Ecco un bell’esempio di fake news. Non solo avevo smentito subito quelle parole, ma ci hanno pensato i fatti a dimostrare da che parte sto»: Maria Elena Boschi è venuta ieri a Bolzano per lanciare la sua candidatura «autonomista». È la candidata alla Camera per Bolzano di Pd-Svp e alleati (Insieme, +Europa, Civica popolare). Prima un veloce incontro al Laurin con Arno Kompatscher, Gianclaudio Bressa e Carlo Costa, poi l’appuntamento nella sede del Pd con l’assemblea e gli altri candidati del Pd alle politiche del 4 marzo. Infine la conferenza stampa, con un muro di inviati di giornali e televisioni, concentrati a Bolzano per il «caso» Boschi, candidata lontana dalla Toscana e dallo scandalo banche, «ma avevo dato al partito la dipsonibilità a correre nella mia terra». Fine serata con cena: invitati lo stato maggiore di Pd (Bressa, il segretario Alessandro Huber, Costa, Tommasini) e Svp (Achammer, Kompatscher e Zeller).

Maria Elena Boschi è candidata nel collegio di Bolzano e in quattro listini proporzionali (Cremona-Mantova, Guidonia-Velletri, Messina-Enna, Ragusa-Siracusa). Ma è nel collegio, promette, «che in campagna elettorale è chiesta una presenza più assidua». Se vincesse sia il collegio che un proporzionale, dovrebbe per forza optare per Bolzano (in caso contrario si dovrebbe votare di nuovo nel collegio). Nel Pd locale le stendono il tappeto rosso. Le voci critiche della minoranza non si fanno sentire. La maggioranza accoglie la sua candidatura, annunciano, come una occasione, insieme a Bressa, candidato al collegio del Senato, «per garantire meglio l’autonomia». Il rimpianto per l’assenza di un candidato locale è mandato in archivio. Il sindaco Renzo Caramaschi è stato l’ospite a sorpresa ieri pomeriggio in piazza Domenicani per presentare Maria Elena Boschi. Un autentico endorsement, da non iscritto: «Sosterrò il Pd e la scelta di questa candidatura. Come sindaco di una coalizione di centrosinistra non potevo restare alla finestra». Tra i suoi ammiratori c’è l’alpinista Messner, che ieri alla trasmissione «Un giorno da pecora» ne ha tessuto le lodi ancora una volta. Non viene citato l’accordo ratificato a Roma da Renzi, Achammer e Panizza, nonostante l’annuncio blockfrei, ma l’alleanza viene confermata sulla base di una agenda precisa, scommettendo su un Pd ancora al governo. Quali impegni «locali porterebbe avanti Maria Elena Boschi? «È rimasta in sospeso la questione della toponomastica, un impegno assunto dal 2014, poi c’è il tema delle agenzie fiscali e altro di cui si discuterà. Ci può esser uno scambio di buone pratiche, come i vostri progetti sulla tutela delle famiglie», è la sua risposta. La Svp tiene molto alla competenza sull’ordine pubblico. Non parla tedesco, dice, ma «mi impegnerò, prometto...». Frequenta questa terra durante le vacanze e ha imparato a conoscerla «durante l’attività di governo». Il suo rapporto con questo territorio, è stato il suo esordio, «è di amore e passione». Ancora sulle autonomie speciali: «Il Pd ha respinto le proposte ostili presentate durante la discussione sulla riforma costituzionale». Netta e concordata la sua risposta sul doppio passaporto: «Serve molta prudenza, ha ragione il presidente (Kompatscher, ndr): non è un tema da campagna elettorale e non è un tema unilaterale». Bressa ricorda, «22 norme di attuazione in questa legislatura, il fondamentale accordo finanziario e la competenza sulle centrali idroelettriche». Huber sposa le due candidature: «Abbiamo messo in campo due big per il futuro del territorio, due ambasciatori dell’autonomia. L’Italia ha bisogno di una forza tranquilla e laboriosa che si contrapponga alle sparate da “annuncite” di altri, la destra nazionalista». Da Maria Elena Boschi, dice Huber, «anche con accento toscano pretendo la rappresentanza del collegio». Tommasini: «C’è una parte che spinge la nostra terra verso il nazionalismo. L’elezione di Bressa e Boschi è importante per difendere l’autonomia». Dopo giorni di polemiche, al Pd la parola d’ordine è rispedire al mittente. Sandro Repetto sui candidati paracadutati. «Il M5S ha scelto una insegnante di Lecce. Abbiamo avuto Frattini. Di cosa parliamo? Cerchiamo di tenere collegati Svp e Pd, per scongiurare che vadano a destra». Peter Calò: «Maria Elena Boschi si è presentata all’assemblea quasi con umiltà, in ascolto». Alex Pocher, vicesindaco a Egna: «L’ho trovata consapevole di entrare in punta di piedi un territorio particolare». Rilassata di essere in un collegio blindato? L’interessata risponde: «Non esistono collegi sicuri al cento per cento. Bisogna impegnarsi. Oggi si inizia».

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