TRENTO. «Non può esserci nessuna discriminazione per l’orientamento sessuale». Lo dice monsignor Luigi Bressan, alla luce del caso che ha coinvolto il Sacro Cuore. Il vescovo vuole capire cos’è avvenuto tra l’istituto e l’insegnante che ha denunciato di non essere stata confermata perché sospettata di essere lesbica. Nei prossimi giorni incontrerà madre Eugenia Libratore, la madre superiora del Sacro Cuore. «Dovevo incontrarla stamattina (ieri per chi legge, ndr) - spiega il vescovo, raggiunto al telefono - poi non è stato possibile, quindi ho le notizie dalla stampa, non di più».

Monsignor Bressan, ritiene di poter già fare qualche riflessione su questo caso?

No, perché non so quale tipo di colloquio è avvenuto tra la suora e l’insegnante.

Però vedrà la madre superiora, per capire meglio la vicenda?

La vedrò, per capire in che termini stanno le cose.

Sia il presidente della Provincia che il ministro dell’istruzione hanno dichiarato che se fosse confermata la versione dell’insegnante, sarebbe grave e ci sarebbero provvedimenti.

Sì, ho visto.

Qual è il confine tra l’adesione al progetto educativo di una scuola cattolica e la discriminazione per l’orientamento sessuale?

L’orientamento è una cosa e non ci dev’essere nessuna discriminazione. Poi quelli che sono i rapporti all’interno di un ambiente e che riguardano l’agire, questo è un’altra cosa. Il problema è complesso e non è certo con slogan che si risolve. Poi va detto che quando c’è una conversazione privata forse sarebbe meglio che rimanesse tale e non si andasse subito sui giornali.

Da parte dell’insegnante che ha denunciato il caso, sta dicendo?

Penso di sì, da parte sua.

Però la docente ha detto di essersi sentita umiliata di fronte a quell’interrogatorio su una sfera della sua vita privata.

Io non so cosa si sono dette e quali sono i rapporti tra le due persone coinvolte. Incontrerò la madre superiora proprio per cercare di capire.

Fin qui monsignor Bressan. Che non sarà l’unico, nei prossimi giorni, a chiedere spiegazioni a madre Eugenia Libratore. Il presidente della Provincia Ugo Rossi, che è anche assessore all’istruzione e dunque ancora più direttamente chiamato in causa, ieri ha confermato che si occuperà del caso, che da giorni è approdato alla ribalta della cronaca nazionale, con moltissime prese di posizione politiche e non solo. Un approfondimento della vicenda, quello della Provincia, che avverrà con riservatezza e prudenza.

«Credo sia stato giusto, in virtù anche del clamore mediatico, che il ministro Giannini abbia espresso le sue idee, che peraltro sono molto in linea con quello che ho detto io, cioè che è necessario entrare nel merito, ma è necessario farlo nel rispetto del diritto di tutti naturalmente», ha detto ieri il governatore. «Alcune dichiarazioni- ha aggiunto Rossi - fanno ritenere che qualche ragionamento non corretto sia stato fatto. Alla luce di questo ritengo ragionevole che l'assessore all'istruzione si occupi della cosa, cercando di entrare nel merito. Ma lo farà ovviamente al di là di quelli che sono i clamori di piazza».E della vicenda di Trento si occuperà oggi la trasmissione «Radio anch’io», in onda alle 9.05 su Radio 1: che succede se chi ci forma è omosessuale? È legittimo che la madre superiora di una scuola che riceve sussidi pubblici dica di dover fare valutazioni dal punto di vista etico-morale? E che ci dice la letteratura scientifica sui figli di coppie omosessuali?, le domande al centro della trasmissione. Tra gli ospiti, i protagonisti della vicenda, Marco Rossi Doria, insegnante e politico, lo psichiatra Vittorio Lingiardi, la giornalista di Avvenire Lucia Bellaspiga, il presidente Agesc Maria Grazia Colombo.©RIPRODUZIONE RISERVATA