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VALLE DEL CHIESE. La statale del Caffaro rimarrà chiusa, nella più ottimistica delle previsioni, fino alla fine della settimana, ma è più probabile che l’interruzione prosegua fino al primo febbraio.
Si è rivelata troppo rosea la notizia che dava la chiusura certa fino a mezzogiorno di ieri: il disagio per le centinaia di pendolari, tra lavoratori e studenti che dalla Valle del Chiese si spostano a Idro (come gli studenti di Condino, Lodrone e Ponte Caffaro che frequetano l’istituto “Perlasca”) continuerà per una decina di giorni.
E per evitare che la Valle del Chiese e la Val Sabbia rimangano tagliate in due, si è programmato un servizio con il battello, via Lago d’Idro. Lo annuncia l’assessore ai lavori pubblici della provincia di Brescia, Maria Teresa Vivaldini, che ha predisposto nella giornata di lunedì i sopralluoghi con i geologi e i rocciatori per rendersi conto della portata del distacco di massi sulla statale e che ha organizzato le misure per ridurre al minimo i disagi dei pendolari. Spiega l’assessore, reduce da un vertice in prefettura ieri: «La frana è all’altezza di Anfo e si è staccata sul versante sovrastante, dove si trova la rocca napoleonica. Una zona che è sotto la giurisdizione del Provveditorato alle opere pubbliche di Milano. Quest’ultimo voleva iniziare i lavori di messa in sicurezza tra 15 giorni, ma visto che si tratta di una via di comunicazione strategica sia per le attività produttive della Valle del Chiese che per quelle del Bresciano, senza contare i tanti pendolari tra lavoratori e studenti, abbiamo deciso di intervenire subito. Prima di tutto abbiamo previsto un servizio di trasporto pubblico alternativo, sul lago d’Idro, tra Ponte Caffaro ed Anfo e viceversa. Poi provvederemo a far brillare lo sperone di roccia che incombe sulla statale e che è pericolante».
Aggiunge il geometra Pietro Bondoni, del Centro operativo per la manutenzione strade: «Domani (oggi, per chi legge, ndr.) ci sarà un sopralluogo in sito con la ditta incaricata di mettere in sicurezza il versante franoso, che è quantificato in 20 metri cubi. Si tratta di una zona impervia, già interessata a fenomeni franosi, e il personale dovrà calarsi con delle funi per lavorare. Dopo aver fatto brillare lo sperone, si dovrà posizionare una rete paramassi». Rete che sarà di 300 metri lineari e di 3.000 kg/joule (indica la robustezza), per un costo di 800 mila euro.
Più difficile quantificare quanto costerà alle attività industriali ed a quelle turistiche, la chiusura della statale e le necessarie deviazioni: per chi da Brescia vuole dirigersi in Valle del Chiese e Giudicarie dovrà arrivare a Salò e proseguire da Riva del Garda e la valle di Ledro. È chiaro che il battello non potrà ovviare in tutto e per tutto ai collegamenti tra i due versanti.(sa.m.)
