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TRENTO. Quest'anno i morti per cancro in Italia saranno 177 mila, un milione e 281 mila nell'Unione europea. E a preoccupare di più ora sono le donne che hanno mutuato dagli uomini il vizio di fumare. In alcuni Paesi europei il tumore ai polmoni ha superato quello al seno. E il Trentino non sta messo benissimo con i suoi quasi 2 mila morti all'anno.
E' appena stata pubblicata un'elaborazione di dati del Centro di epidemiologia sorveglianza e promozione della salute che mette a confronto i decessi per tumore nelle diverse regioni d'Italia e il Trentino Alto Adige si trova nella parte medio-alta della classifica con 1.135 decessi tra i maschi e 778 tra le femmine. Tra gli uomini il cancro incide su 246 ogni 100 mila, nelle donne su 167. Peggio sono messi Piemonte, Friuli, Toscana. La lettura più approfondita dei tanti ha permesso agli esperti di fare qualche considerazione in più raccogliendo qualche buona notizia e altre meno buone.
Tra quelle buone c'è la conferma che alcuni tipi di tumore stanno calando. E si parla di quello ai polmoni per gli uomini, al seno per le donne e al colon retto per entrambi i sessi. Per il primo si tratta di un dato incrociato alle indagini sul fumo: gli uomini, piano piano e con grande fatica, stanno smettendo di fumare. O perlomeno c'è una tendenza al calo. Gli ultimi dati dell'indagine Passi segnalano che un trentino su quattro è un ex fumatore e tra gli attuali habitué della sigaretta il 41 per cento ha tentato di smettere. Segno che la percezione che il fumo fa male è molto alta. Se questa è la notizia buona, quella meno buona è che le donne vanificano lo sforzo maschile: sono infatti aumentate di molte le signore che fumano, soprattutto giovani. In Trentino se un uomo su tre fuma, tra le donne il rapporto è di uno a cinque. In Gran Bretagna e Polonia il tumore ai polmoni nelle donne ha addirittura superato quello al seno.
Ed ecco alla seconda buona notizia che riguarda appunto il calo dei tumori al seno. Uno dei punti di forza che ha permesso questo "successo" è la diffusione degli screening su cui alcune regioni hanno investito moltissime. Tra queste c'è il Trentino che conta ogni anno un incremento nel numero delle adesioni arrivato al 70 per cento. Questo metodo di prevenzione dà i risultati sperati che si vedono poi nel calo di mortalità per questo tipo di cancro. Per quanto riguarda il colon retto siamo sulla stessa strada, visto l'impegno nella prevenzione del tumore, ma in questi casi l'adesione è ancora piuttosto limitata: le statistiche nazionali la danno al 50 per cento. C'è poi un altro dato positivo, secondo la fredda determinazione delle cifre: seppure il numero dei tumori sia rimasto più o meno invariato, in rapporto all'aumento della vita risulterebbero leggermente in calo, soprattutto tra gli uomini. In ogni caso i numeri sono sempre ancora molto alti, tenendo conto in particolar modo che la maggior parte dei tumori è diretta conseguenza dello stile di vita. Secondo le proiezioni dell'istituto Negri di Milano la prima causa di morte per cancro quest'anno sarà ancora quella polmonare (33 mila decessi), seguita dal cancro all'intestino (22 mila), alla mammella (12 mila), al pancreas (10.800), allo stomaco (9.600), alla prostata (7.800).
E' appena stata pubblicata un'elaborazione di dati del Centro di epidemiologia sorveglianza e promozione della salute che mette a confronto i decessi per tumore nelle diverse regioni d'Italia e il Trentino Alto Adige si trova nella parte medio-alta della classifica con 1.135 decessi tra i maschi e 778 tra le femmine. Tra gli uomini il cancro incide su 246 ogni 100 mila, nelle donne su 167. Peggio sono messi Piemonte, Friuli, Toscana. La lettura più approfondita dei tanti ha permesso agli esperti di fare qualche considerazione in più raccogliendo qualche buona notizia e altre meno buone.
Tra quelle buone c'è la conferma che alcuni tipi di tumore stanno calando. E si parla di quello ai polmoni per gli uomini, al seno per le donne e al colon retto per entrambi i sessi. Per il primo si tratta di un dato incrociato alle indagini sul fumo: gli uomini, piano piano e con grande fatica, stanno smettendo di fumare. O perlomeno c'è una tendenza al calo. Gli ultimi dati dell'indagine Passi segnalano che un trentino su quattro è un ex fumatore e tra gli attuali habitué della sigaretta il 41 per cento ha tentato di smettere. Segno che la percezione che il fumo fa male è molto alta. Se questa è la notizia buona, quella meno buona è che le donne vanificano lo sforzo maschile: sono infatti aumentate di molte le signore che fumano, soprattutto giovani. In Trentino se un uomo su tre fuma, tra le donne il rapporto è di uno a cinque. In Gran Bretagna e Polonia il tumore ai polmoni nelle donne ha addirittura superato quello al seno.
Ed ecco alla seconda buona notizia che riguarda appunto il calo dei tumori al seno. Uno dei punti di forza che ha permesso questo "successo" è la diffusione degli screening su cui alcune regioni hanno investito moltissime. Tra queste c'è il Trentino che conta ogni anno un incremento nel numero delle adesioni arrivato al 70 per cento. Questo metodo di prevenzione dà i risultati sperati che si vedono poi nel calo di mortalità per questo tipo di cancro. Per quanto riguarda il colon retto siamo sulla stessa strada, visto l'impegno nella prevenzione del tumore, ma in questi casi l'adesione è ancora piuttosto limitata: le statistiche nazionali la danno al 50 per cento. C'è poi un altro dato positivo, secondo la fredda determinazione delle cifre: seppure il numero dei tumori sia rimasto più o meno invariato, in rapporto all'aumento della vita risulterebbero leggermente in calo, soprattutto tra gli uomini. In ogni caso i numeri sono sempre ancora molto alti, tenendo conto in particolar modo che la maggior parte dei tumori è diretta conseguenza dello stile di vita. Secondo le proiezioni dell'istituto Negri di Milano la prima causa di morte per cancro quest'anno sarà ancora quella polmonare (33 mila decessi), seguita dal cancro all'intestino (22 mila), alla mammella (12 mila), al pancreas (10.800), allo stomaco (9.600), alla prostata (7.800).
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