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TRENTO. Tanto tuonò che piovve. Dopo mesi che se ne parlava, qualcuno si è deciso a depositare un esposto sul dissesto dei conti della Cantina LaVis. Un esposto che è stato indirizzato a Guardia di Finanza e Procura della Repubblica che già si sarebbero messe in moto in maniera molto discreta ascoltando persone bene informate sui fatti. Sul caso della cantina che è passata nel giro di pochi anni da gioiello del Trentino a una sorta di buco nero in grado di ingoiare milioni come se fossero noccioline ci sono state anche un paio di interrogazioni in Consiglio provinciale. Adesso potrebbe muoversi anche la magistratura. A sollecitarne l’intervento alcuni soci che hanno più di un dubbio sulla gestione che ha portato la LaVis ad accumulare perdite per 80 milioni di euro. L’ultimo bilancio approvato parla, per la precisione, di debiti per 79,6 milioni di euro. Un mare di debiti, se si tiene conto che l’intero fatturato consolidato del gruppo nel 2011 è stato di 86,4 milioni di euro. Il piano di risanamento del commissario Marco Zanoni parla di una riduzione progressiva del debito anche attraverso una serie di dismissioni. A bilancio è già iscritta la vendita dell’area Casa Girelli per 13,5 milioni di euro, oltre alla cessione del magazzino della % comuni, valore 8 milioni di euro. Entrambe le dismissioni, però, devono ancora essere realizzate. Nel frattempo, la cantina si trova a dover ricomprare il 10,4 per cento della casa spumantistica Cesarini Sforza dal socio di minoranza Francesco Vezzoni.
Ma l’esposto presentato da alcuni soci mira a chiedere chiarezza su quello che è successo prima. Su come la Cantina è arrivata a perdere tanti soldi e, soprattutto, a verificare se vi siano stati dei possibili reati. Le questioni sulle quali l’esposto dei soci chiede di indagare sono molte. La prima è quella della famigerata controllata americana Fine Wine, la società che è arrivata ad accumulare 9 milioni di euro di debiti nei confronti della LaVis che continuava a inviare vino negli Stati Uniti senza incassare un euro. Quei crediti sono stati dichiarati inesigibili e hanno appesantito di molto il bilancio della cantina. Nell’esposto si chiede di verificare come sia stato possibile che una controllata, ricevuta in eredità da Casa Girelli, abbia accumulato un debito così elevato. In particolare si chiede di verificare se vi siano responsabilità di carattere penale. Altra vicenda sollevata nella segnalazione, è quella relativa all’acquisto, alla ristrutturazione e poi alla vendita alla Provincia di Maso Franch. Già all’epoca della ristrutturazione del relais di lusso all’imbocco della val di Cembra, la Guardia di Finanza aveva aperto un’inchiesta sul contributo provinciale a fondo perduto di oltre 2 milioni di euro. La Provincia sospese il contributo e, poi, trascorso un anno, lo versò alla LaVis. Come è andata poi tutti se lo ricordano. Il maso è stato comprato dalla Provincia per più di 8 milioni di euro e poi affittato alla LaVis. Adesso la magistratura stabilirà se si tratta solo di una gestione sfortunato o se sono ipotizzabili reati.
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