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TRENTO. La cooperativa sociale Sad di Trento ha comprato dall'Arcidiocesi di Trento, per 1,6 milioni di euro, il complesso di Villa O’Santissima, costituito da una grande villa e altri edifici (per 18.000 metri cubi) inseriti in un grande parco (circa 1,2 ettari) con centinaia di piante secolari di 90 specie diverse. Il sito, di notevole pregio urbanistico, architettonico, storico e naturalistico, si trova sulla collina fra Madonna Bianca e Villazzano 3 e confina con il parco pubblico (un tempo della stessa proprietà). La proprietà è passata di mano varie volte nella storia. Da tempo la villa era stata sigillata ed era in disuso. La Sad intende realizzarvi, per 6 milioni di euro di investimento, un polo sociale innovativo dedicato al welfare degli anziani autosufficienti, che avranno la possibilità di convivere con i giovani. L'idea è realizzare un secondo luogo per il cohousing (dopo quello di successo della Vela) che ospiterà 30 anziani e accanto a esso uno studentato per 70 giovani. Inoltre, dovrebbero sorgere alcuni ambulatori che saranno affittati a medici privati, a servizio dei residenti e della popolazione esterna, spazi per palestre e locali di servizio come lavanderie e sale di lettura. Servirà un anno per l'iter progettuale e autorizzatorio e un altro anno e mezzo per eseguire i lavori.
«Con questo intervento – ha spiegato ieri mattina in conferenza stampa la presidente di Sad Daniela Bottura – diamo una risposta nuova, di qualità alla fascia di anziani parzialmente autosufficienti, per promuoverne benessere e integrazione sociale.» Il concetto è passare da residenzialità e familiarità. Tanto Diego Agostini, amministratore delegato di Sad, quanto Carlo Della Sega, direttore della Federazione Trentina della Cooperazione, hanno ricordato quanto la fase attuale richieda al sociale di trovare le risorse autonomamente. «Questo progetto non gode di sovvenzioni pubbliche, se non quelle normalmente previste dalle leggi di settore. Troveremo i soldi attraverso il credito», ha spiegato Agostini. È prevista la realizzazione di un centro di aggregazione e svago aperto agli ospiti residenti e agli anziani della zona, in cui saranno proposte attività che coinvolgeranno una rete di volontari e associazioni locali. Alcuni spazi saranno destinati alla sede degli scout, altri a uffici e al polo culturale basato sulle iniziative de La Scuola di Sad, organismo di formazione e ricerca della cooperativa. «Siamo contenti di aver ceduto la struttura che non eravamo in grado di utilizzare a Sad – commenta monsignor Lauro Tisi, vicario generale dell’Arcidiocesi di Trento – per la qualità del progetto che valorizza l’anziano come protagonista e co-gestore del servizio e per la contaminazione con le giovani generazioni». L’Arcidiocesi userà il ricavato della transazione per riqualificare le canoniche dismesse nelle valli trentine, e destinarle all’accoglienza dei poveri, in particolare dei profughi.
