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TIONE. L’avevano presentato come un business per il Comune. Ora si scopre che non solo business non è ma che lo Stato, il potenziale affittuario ha pure qualche difficoltà a trovare gli spiccioli (circa 500 euro) per chi deve convalidarne la presa di possesso. Si tratta della nuova Stazione dei carabinieri di Tione, da mesi in attesa che i militi vi traslochino dalla sede provvisoria. La storia è nota.
Ma ogni giorno si arricchisce di particolari inediti. In sintesi: nel 2006 l’amministrazione decide di acquistare da un privato la vecchia caserma, per ammodernarla e affittarla all’Arma. Compera l’ immobile per 600 mila euro. Lo demolisce per costruirvi un nuovo edificio. Costo dell’operazione altri 2.300.000 euro. In tutto sei miliardi delle vecchie lire. Finanziati per 2/3 dalla Provincia, il resto con mezzi propri. Al termine, però, la sorpresa. Il comune fa una stima dello stabile. E’ convinto di poter spuntare, sulla base delle stime dell’Agenzia del Territorio, 68 mila euro annui. Affitto però che il Commissariato del Governo non è disposto a sborsare per quei 1.232 metri calpestabili: 199,52 di uffici, 576 di 4 appartamenti ai piani superiori e 456,96 metri di scantinati e rimesse. Tramite l’Agenzia del Demanio, abbassa il canone di locazione a soli 20.452 euro. L’amministrazione comunale nicchia. Ma alla fine, dopo un estenuante braccio di ferro, deve cedere. Il 18 settembre scorso, accetta quanto stabilito dal Ministero dell’Interno. I sopralluoghi per il possesso della struttura, però, tardano ad arrivare. E ad aggiungere malcontento per un’operazione imposta, e non presa in piena autonomia, arriva la doccia fredda del decreto Monti 95/2012 sugli edifici pubblici.
Il canone viene ribassato di un altro 15%. Il pattuito scende così a 17.385 euro annui. Neanche 1.550 euro al mese. A Tione, non ci affitti manco un negozietto in periferia. Il disappunto dell’amministrazione è palese. Ma avendo a che fare con lo Stato, non resta che fare buon viso a cattivo gioco. Bisogna assegnare lo stabile al più presto. Anche perché le spese di mantenimento sono carico del comune. E l’edificio di via del Foro, dove provvisoriamente sono locati i carabinieri, potrebbe essere utilizzato per altri scopi dalle amministrazioni locali. In particolare dalla Comunità di Valle. L’ok definitivo purtroppo tarda ad arrivare. Lo Stato non ha a bilancio i soldi per pagare i funzionari che da Bolzano devono venire a Tione per le formalità di rito.
Quindi, una caserma pronta, dotata di arredi, tende, materassi, piumini sui letti. E persino di un pulivapor per il lavaggio delle automobili di servizio (un eccesso di zelo dell’amministrazione) è vuota. Il Comune si offre persino di farsi carico dei soldi necessari al sopralluogo. Purtroppo si sente rispondere che non è possibile. L’iter burocratico deve fare il suo corso, a scapito di infinite lungaggini e malcontenti tra gli amministratori e carabinieri, da mesi in attesa di trasloco. L’ultimo capitolo è scritto in una lettera dei primi di marzo, che qualcuno dice molto piccata, da parte del Comunedi Tione al Commissariato del Governo e ai comandi dei Carabinieri. Si sollecita la presa in consegna della caserma e del contratto, ovviamente a prezzi di fine stagione. Ufficialmente nulla trapela dal Palazzo. Raccomandate e solleciti, sono nelle scrivanie del Comune. Ma, essendo i risvolti della storia così irrituali, è ovvio che qualcosa trapeli. Seppur con la raccomandazione: a tenere per se ogni indiscrezione.
