FONDO. Ha perso improvvisamente il controllo della sua moto, forse a causa del fondo stradale bagnato, ed è finito sotto un’auto che stava procedendo nella direzione opposta, sulla strada delle Palade, 500 metri a nord del paese di Fondo, in alta valle di Non.

Per Carlo Lazzaron, 61 anni, noto chef del ristorante Antico Pignolo di Venezia, nato a San Donà di Piave ma residente a Meolo, la caduta è stata senza scampo. L’uomo è morto sul colpo per i gravissimi traumi riportati.

L’incidente è avvenuto ieri pomeriggio, poco dopo le 17.30. In val di Non la pioggia era caduta per circa un’ora e questa potrebbe essere la causa - ma gli accertamenti sono ancora in corso da parte dei carabinieri - che ha fatto sbandare la potente moto di Lazzaron mentre procedeva verso sud, scendendo dalle Palade in direzione di Fondo. Era a poche centinaia di metri dal paese quando il mezzo di colpo ha perso aderenza con l’asfalto, carambolando sulla corsia opposta. Sfortunatamente proprio in quel momento in direzione del passo Palade stava sopraggiungendo un’auto guidata da una donna di Livorno, che nulla ha potuto fare per evitare il tragico impatto.

Il centauro è finito sotto la vettura ed è rimasto schiacciato. Sul luogo dell’incidente sono arrivati i carabinieri della stazione di Rumo, i vigili del fuoco, l’ambulanza da Fondo e vista la gravità da Trento è stato fatto decollare l’elicottero. Ma l’intervento tempestivo dei soccorritori non è bastato a salvare la vita a Lazzaron: troppo gravi le ferite e i traumi subiti nella violenta caduta che lo ha catapultato sotto l’autovettura.

Per sollevare la macchina, e liberare il motociclista rimasto incastrato, i vigili del fuoco sono dovuti intervenire con i cuscinetti idraulici per permettere quindi ai soccorritori del 118 di operare. Purtroppo le condizioni sono apparse subito drammatiche, con l’uomo incosciente dal momento dell’impatto a terra.

Illesa invece, benché evidentemente molto provata per quanto accaduto, la conducente dell’auto, una turista di Livorno, che dalla prima ricostruzione non sembra aver avuto nessuna responsabilità nel tragico incidente che ha spezzato l’ennesima vita sulla strada in una giornata che doveva essere di vacanza e di svago in montagna.

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