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TRENTO. Si allarga il buco nei conti del Centro culturale Santa Chiara. Il conto fatto sia dagli inquirenti della Guardia di Finanza che dagli amministratori ha raggiunto l’iperbolica cifra di 2 milioni di euro. L’inchiesta delle fiamme gialle sulle irregolarità contabili sta andando avanti a pieno ritmo e ancora il quadro deve essere stato completato. Soprattutto devono essere analizzati nei dettagli molti movimenti di denaro. Secondo una prima stima, però, gli ammanchi ammontano, appunto, a quasi due milioni di euro. Il conto è stato fatto ricostruendo la contabilità degli ultimi dieci anni. Adesso si devono ricostruire voce per voce tutte le uscite di denaro per capire se vi sono ulteriori responsabilità. L’inchiesta, comunque, si sta allargando e sta diventando complessa. A quanto pare, le irregolarità andrebbero avanti da molti anni. Da verificare se si tratti solo di disordine amministrativo, oppure si vi siano degli ammanchi veri e propri.
Sotto la lente di ingrandimento della Finanza, comunque, sono soprattutto alcune tipologie di spesa. La prima è quella delle fatture emesse da compagnie straniere che si sono esibite in Trentino, chiamate dal Centro Santa Chiara. In questo caso, le fiamme gialle stanno verificando se la somma messa a bilancio corrisponda a quella effettivamente versata alla compagnia straniera. Tutta la documentazione acquisita nella perquisizione di un mese fa è sotto esame.Sotto esame anche le spese per i servizi e le forniture. Vengono verificate tutte le fatture. Secondo i primi calcoli, vi sarebbero delle irregolarità costanti negli anni. Negli ultimi dieci anni, vi sarebbero uscite che non tornano per oltre centomila euro all’anno.
Adesso gli inquirenti dovranno verificare le responsabilità. Sul registro degli indagati è finito il nome di Marisa Detassis, vicedirettrice del Centro che aveva il compito di redigere i bilanci ed è stata anche direttrice ad interim nel periodo tra la direzione di Franco Oss Noser e quella di Francesco Nardelli. Il procuratore della Repubblica Giuseppe Amato al momento ha ipotizzato il reato previsto dall'articolo 2638 del codice civile, ovvero l'ostacolo agli organi di vigilanza e atti di bilancio non veritieri. Adesso, però, l’inchiesta potrebbe allargarsi e andare indietro nel tempo. Si vuole verificare se sia ipotizzabile il coinvolgimento di altre persone e se vi siano condotte che possano far configurare anche altri tipi di reati.
A causa del dissesto economico il Centro Santa Chiara si trova in grossa crisi tanto che non c’erano neanche i soldi per gli stipendi dei 40 dipendenti.
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