TRENTO. La “cittadella Poli” inizia a prendere forma e comincia a far discutere. Alcuni giorni fa è comparsa una scritta sulla protezione esterna del cantiere che non lascia dubbi: “Prima vedevamo le montagne, ora il cemento”. In effetti un fabbricato a più piani fuori terra toglie il panorama a tutte le case meno alte dell’area interessata e non è un danno da poco.

D’altra parte bisogna considerare la condizione dell’area prima che si iniziasse a costruire la futura cittadella: un ampio terreno paludoso, paradiso per le zanzare ed animali di tutti i tipi, incolto ed abbandonato a se stesso. A costruzione ultimata il perimetro sarà area verde, sorgeranno dei parcheggi interrati, ma di certo la maggiore affluenza renderà più caotica la già complessa situazione del traffico.

Ad alcuni residenti non piace, come ad altri non piaceva la trasformazione in pista ciclabile di salita Dallafior che era l’unico spazio verde del rione.

Molte volte succede però che i cittadini si trovino di fronte a scelte già prese e che le loro lamentele non possano essere ascoltate. Ai Solteri molti problemi sarebbero risolti se finalmente partisse la riqualificazione dell’area ex Atesina.

Sarebbe al suo interno che si andrebbe a realizzare l’area verde che manca, alla pari di una piazza e di un luogo di ritrovo che non sono state pensate nella massiccia edificazione del rione. All’elenco delle cose mancanti ci sarebbe anche una scuola media, ma questa aspettativa nel breve periodo non è di certo realizzabile.