TRENTO. Si era fatta assumere come colf in casa di una signora trentina benestante, molto benestante. Una domestica ucraina di 44 anni in un primo momento aveva fatto di tutto per dimostrare di essere affidabile. Poi, tra il settembre 2013 e il marzo 2014, avrebbe ripulito la padrona di casa di molti gioielli che lei lasciava in casa o in alcuni cassetti portagioie, per non parlare di alcune somme di denaro lasciate nei cassetti. In tutto il bottino sarebbe abbondantemente superiore ai 30 mila euro. Per questo la donna è finita a processo in Tribunale con l'accusa di furto aggravato e di minacce, dal momento che, una volta scoperta, ha anche sibilato alla padrona di casa un "attenta a quello che fa fai che poi ci vediamo". La colf è accusata di aver rubato una ventina di gioielli e orologi, alcuni dei quali anche molto costosi, e anche un cellulare. La padrona di casa l'ha denunciata una prima volta il 28 marzo 2014. Poi, pochi giorni dopo, l'ha denunciata di nuovo perché, con l'aiuto dei carabinieri, ha trovato un anello con diamanti nella borsetta della domestica. A questo punto l'ha cacciata di casa. Erano spariti un anello in oro giallo con zaffiro e due brillanti del valore di 7 o 8 mila euro, un giricollo in oro giallo del valore di 1.500 euro, un anello in oro giallo con un topazio del valore di 300 euro, una catena da orologio da uomo in oro del valore di 1.500 euro, un orologio Omega in oro giallo del valore di 4 mila euro, un orologio antico da tasca in oro giallo del valore di 5 mila euro, una croce di madreperla del valore di 2 mila euro, degli orecchini in oro giallo del valore di 350 euro, degli orecchini con quattro acquemarine del valore di 4 mila euro, un anello in oro con lo stemma di famiglia.