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BOLZANO. L’Alto Adige, assieme al Trentino, è una zona immune da infiltrazioni di carattere mafioso da parte di gruppi di malavita organizzata. E’ quanto emerge da una intercettazione telefonica che nei mesi scorsi ha interessato una persona finita nelle indagini per il caso Cosbau spa, l’azienda che sarebbe stata oggetto di un tentativo di infiltrazioni malavitosi. Sulla vicenda ha aperto un fascicolo il procuratore capo di Bolzano Guido Rispoli, Il tentativo della ’ndrangheta di mettere le mani sull’impresa trentina Cosbau spa sarebbe stato legato al tentativo di accaparrarsi gli appalti della ricostruzione in Abruzzo. Ieri è emerso che un fascicolo su questa vicenda è stato aperto anche dalla Procura di Bolzano. La magistratura bolzanina (competente in quanto la Cosbau ha una sede anche a Nalles) documentò il tentativo di acquisizione delle azioni della Cosbau. Nell’agosto di due anni fa, infatti, non passarono inosservati alcuni movimenti (tra cui l’indagato calabrese Antonio Oliverio) di soggetti apparentemente privi di disponibilità economiche. La scalata all’azienda trentina fortunatamente non andò in porto e ora è emerso anche perchè. In una intercettazione pubblicata sul libro «’ndrangheta padana» emerge che la nostra Regione è zona che la criminalità organizzata considera off limits. Nella telefonata l’indagato Oliverio mette in guardia Andrea Pavone: «Questa operazione non ti riesce...ti devi convincere che questa cosa non la chiudi...rischiamo di andare sui giornali, siamo in terra nemica, perchè siamo Tribunale di Bolzano e Trento, che è presidiato da loro (inteso lo Stato, ndr), questa volta rischi di farti di farti male, ma male male».

