MOLINA DI LEDRO. Ci stiamo ormai avvicinando al nostro obiettivo delle cinquanta donne protagoniste in agricoltura e questa settimana siamo andati in riva al bel lago alpino di Ledro, dove una giovane con laurea breve in giurisprudenza ha scelto per passione di dedicarsi a tempo pieno all’attività agricola coltivando piccoli frutti e piante officinali. Si tratta di Elisa Risatti, una giovane che da poco ha scoperto l’agricoltura, per passione e per questo ha frequentato il corso per l’ottenimento del brevetto professionale di imprenditrice agricola, organizzato dall’Istituto Agrario di San Michele lo scorso marzo, a conclusione di un biennio impegnativo, mentre è in attesa di ottenere il premio d’insediamento previsto dalle norme comunitarie e dalla Provincia per coloro che si insediano come imprenditori agricoli a titolo principale.

Anche nel caso di Elisa siamo di fronte ad una scelta che non è nata dalla necessità, ma dalla passione per questa attività. All’agricoltura c’è arrivata quasi per caso, aiutando la mamma nella coltivazione dei piccoli frutti quando era studentessa di giurisprudenza dal 2008, ma la sua passione è crescita mano a mano che approfondiva i vari aspetti dell’attività agricola, a fianco della mamma. Terminato il corso di laurea, anziché proseguire ha scelto di “imparare” a fare l’imprenditrice agricola. Lo ha fatto frequentando - con un bel sacrificio - il corso per giovani imprenditori di durata biennale.

«È stata una bellissima esperienza, assolutamente interessante, ho imparato tante cose importanti e nuove, perché il corso si è sviluppato a 360 gradi dal momento produttivo, a quello della commercializzazione dei nostri prodotti - afferma Elisa - ma non solo: proprio a San Michele ho sentito parlare di erbe officinali, che sono già molto diffuse in Alto Adige, e già lo scorso anno le ho volute provare. Visto l’esito positivo, quest’anno sono partita con un impianto di 1000 metri quadrati, ma con un criterio di orto botanico in modo da offrire ai visitatori dell’azienda la possibilità di rendersi conto dove e come queste erbe sono coltivate. Il tutto con il costante supporto del tecnico della Fondazione Mach Flavio Kaiserman». Anche in questo caso la nostra protagonista odierna, ha voluto prima prepararsi frequentando da febbraio a giugno di quest’anno, un corso specifico per la coltivazione e la valorizzazione delle erbe officinali organizzato dalla Fondazione Mach.

Nella conduzione della sua azienda Elisa ha fatto una scelta precisa sia per i piccoli frutti che per le officinali, nel rispetto della natura e per la realizzazione di prodotti salubri: «Tutta la mia azienda, da quando sono io la titolare, è in fase di conversione per arrivare all’ottenimento della certificazione di azienda biologica», afferma. Tutti i piccoli frutti sono coperti e dotati di un impianto irriguo a goccia utilizzando l’acqua piovana.

Come vende i suoi prodotti? «Da luglio a fine settembre, per tre mesi all’entrata dell’azienda ho realizzato un piccolo chiosco dove arrivano molti clienti ad acquistare attratti dai miei saporitissimi lamponi, ribes, more ma anche il mirtillo gigante che sono riuscita a coltivare nonostante il terreno non sia adatto, correggendolo con il cippato ottenuto dai residui del disboscamento del terreno. Il giovedì inoltre frequento il mercato settimanale di Pieve, dove vendo i miei prodotti sia freschi che trasformati. All’azienda si accede da una stradina ai lati del quale mio padre ha collocato una serie di animali da lui scolpiti nei tronchi, creando così il clima ideale per un tuffo nella natura, che cerco di rispettare con la massima attenzione».

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