RIVA. Vedere un rivano (oriundo) nei panni di inquilino della Casa Bianca? Al momento attuale è piuttosto improbabile, ma decisamente non è impossibile: Rick Santorum, figlio di altogardesani immigrati negli Stati Uniti, è infatti tra i sette politici in lizza per la nomina del proprio partito, il repubblicano, di colui che andrà a sfidare Barack Obama - con buona probabilità di successo, visto il devastante crollo di popolarità del comandante in capo democratico - alle prossime elezioni presidenziali americane del 2012.

Sul sito Internet che ne promuove la candidatura, www.ricksantorum.com, si può vedere un'intervista nella quale l'ex senatore della Pennsylvania parla della località di origine della sua famiglia: «Mio nonno - racconta Santorum - arrivò negli Usa da una piccola città dell'Italia settentrionale che si chiama Riva, perché voleva essere libero. Nel dopoguerra aveva un lavoro sicuro legato alle Poste, per il governo, viveva in una bellissima località tra le montagne e il lago. Un posto così idilliaco che visitandolo mi sono chiesto: "Perché mai qualcuno dovrebbe andarsene?".

Il problema è che a quei tempi, nel 1925, l'Italia era fascista e così egli è partito per gli Stati Uniti perché appunto voleva essere libero. Finì a lavorare nelle miniere di carbone della Pennsylvania occidentale fino all'età di 72 anni e fu una vita dura, ma mio nonno non si pentì mai della sua scelta, non si guardò mai indietro, perché l'America per lui era un'aspirazione, un ideale, e anche se viveva in Italia il suo cuore - conclude - visti i principi in cui credeva è sempre stato americano».

Giusto per completare le curiose analogie con la nostra zona, il quartier generale della campagna elettorale del cinquantatreenne il cui motto è "il coraggio di lottare per l'America" ha sede a Verona, che non è quella di Giulietta e Romeo, ma semplicemente un'omonima città dello stato in cui sorge Philadelphia, città dell'amore fraterno. Il romanticismo, tuttavia, finisce qua. Santorum, difatti, è un ultraconservatore che si caratterizza per posizioni cattoliche intransigenti: per questo dal 2003 è vittima di una martellante satira portata avanti sul web dall'attivista Dan Savage che si fa beffe di lui per le sue posizioni estreme e discriminatorie nei confronti degli omosessuali (li ha messi nella stessa categoria dei pedofili e di chi si accoppia con gli animali) e che rischia di affossarne la credibilità.

Assieme al favorito Mitt Romney e agli altri rivali, il nemico principale del prodotto di seconda generazione del Garda trentino in vista della corsa alla nomination repubblicana è... Google: digitando il nome del Nostro sul motore di ricerca, infatti, tra i primissimi risultati compare la sezione del sito irriverente (www.spreadingsantorum.com, qualcosa come "diffondendo il Santorum") che proprio per "vendicarsi" di alcune uscite infelici sul tema associa al termine Santorum una definizione irripetibile in questa sede legata a una pratica omoerotica.

Il politico, padre di sette figli, ha recentemente chiesto ai responsabili di Google di porre rimedio al piccolo "inconveniente" che lo sta umiliando davanti agli occhi del mondo: niente da fare, però, perché un portavoce del colosso della Rete ha risposto laconicamente che "i risultati di Google riflettono i contenuti e l'informazione disponibile sul web. Gli utenti che volessero rimuovere dei contenuti da Internet dovrebbero contattare direttamente il gestore della pagina". Pagina che con le primarie del partito all'orizzonte sta rimanendo puntuale al proprio privilegiatissimo posto, con buona pace del "povero" Santorum, travolto dai suoi stessi rigurgiti omofobi.