TRENTO. «Cari sindaci, attenti a usare i soldi dell’avanzo di amministrazione per asfaltare, pur di fare in fretta a spendere ciò che è rimasto in cassa entro dicembre, senza dover così versare questi soldi alle Comunità di valle per opere strategiche da condividere. Attenti perché la Provincia, quando dovrà distribuire i soldi del fondo per gli investimenti, premierà quei Comuni che hanno saputo lavorare insieme». Firmato: il presidente della Provincia Ugo Rossi e l’assessore agli enti locali Carlo Daldoss. La lettera è partita venerdì scorso da Piazza Dante all’indirizzo dei sindaci trentini, alle prese con la necessità di spendere i 120 milioni di avanzo liberati dalla Provincia che ha deciso di accollarsi il patto di stabilità dei Comuni.

Perché verba volant, ma scripta manent. E così Daldoss, vista l’aria che tira, ha deciso di prendere carta e penna: «Abbiamo ritenuto opportuno ricordare che il sistema trentino è dei trentini - spiega - abbiamo detto ai Comuni che non basta asfaltare, che è il modo più semplice per spendere in fretta. Più utile e responsabile è rischiare, e mettere quelle risorse in un fondo di Comunità, e ragionare in termini strategici, chiedendo alla Provincia di contribuire per la sua parte. Questa è la grande scommessa di questa operazione: non difendere il proprio piccolo risparmio di Comune ma pensare a ciò che è più urgente e utile per un territorio più vasto». Quindi trasferire l’avanzo di amministrazione alle Comunità, la soluzione individuata dalla Provincia.

Ma i Comuni, da subito refrattari all’idea, sembra che in gran parte stiano adottando la strada di correre per approvare le variazioni di bilancio entro novembre e impegnare il proprio «tesoretto» senza versarlo alla cassa comune per opere sovracomunali di cui beneficeranno - inevitabilmente - anche Comuni che al fondo non hanno versato nulla. Insomma si può scegliere: meglio la strada o la piccola manutenzione oggi, per il proprio Comune, o mettere insieme le forze e finanziare il centro civico, la piscina, il teatro sovracomunale?

«Il messaggio fatica a passare - ammette Daldoss - e allora, a scanso di equivoci, abbiamo scritto questa lettera. Dei 120 milioni di risorse destinate agli investimenti dei Comuni, circa 70 andranno a premiare chi sa lavorare insieme. E guardare in prospettiva, non solo al proprio orticello. I sindaci non vengano poi a dirci, quando sarà il momento di distribuire le risorse, che non lo sapevano».

Del fondo strategico di comunità è tornato a discutere ieri anche il Consiglio delle autonomie. Il presidente Paride Gianmoena ha ricordato che si tratta di una grande opportunità. È evidente che fino al 31 dicembre la realizzazione delle opere rimane libera e in capo ai Comuni, nella certezza - ha detto - che la loro realizzazione sarà conforme alla necessità di quel territorio. Il Consiglio ha rilevato la necessità che tra Comuni e Comunità la decisione sull'utilizzo del Fondo avvenga attraverso «meccanismi di maggioranza», considerata anche la popolazione del territorio. Gianmoena ha condiviso l'invito del governatore Rossi affinché l'impostazione degli interventi derivi da un ragionamento sovracomunale. Se avrà convinto i sindaci lo scopriremo nelle prossime settimane.

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